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Caserta / Teano – Scandalo al cimitero di Caserta, Macrino rischia il processo

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Caserta / Teano  – Si è svolta questa mattina l’udienza preliminare a carico di sedici indagati per l’inchiesta bis sulle truffe al cimitero di Caserta. Davanti al giudice per le udienze preliminari sono comparsi Carmine Macrino, 69 anni di Teano, ex direttore del cimitero di Caserta; Luigi Torromacco, 57 anni, imprenditore di Caserta; Giovanni Capriello, 52 anni, di Caserta; Vittorio Tagliatela, 62 anni, di Caserta; Alfonso Argenziano, 41 anni, di San Nicola la Strada; Elda Di Pietro, 67 anni, di Caserta; Mario Aurora, 50 anni, di Caserta; Alfredo Fiorillo, 51 anni, di Caserta; Antonio Tarantino, 75 anni, di Caserta; Emma Giugno, 63 anni, di Caserta; Rosa Dell’Aquila, 72 anni, di Caserta; Addolorata Simiele, 60 anni, di Caserta; Domenica Valentino, 76 anni, di Caserta; Gaetano Panico, 63 anni, di Caserta; Carlo Covino, 67 anni, di Caserta; Marcello lovino, 63 anni, di Caserta, attuale dirigente del Comune. Gli imdagati sono accusati, a vario titolo, di truffa, concussione ed occupazione abusiva di terreni.  Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Vincenzo Iorio, Roberto Garofalo, Umberto Pappadia, Roberto Garofalo, Alberto Coppo, Alfonso lovino, Gennaro Caracciolo, Bernardino Lombardi, Claudio Sgambato, Gennaro lannotti. Questa mattina sì è proceduto alle costituzioni delle parti civili, mentre nella prossima udienza toccherà al pubblico ministero invocare le richieste di rinvio a giudizio. Uno dei “modus operandi”, come ha potuto accertare la Procura, consisteva nel procacciare ignari acquirenti istigandoli a sottoscrivere una dichiarazione nella quale un soggetto affermava di voler cedere il suolo, di cui era assegnatario nel comune di Caserta, falsamente attestando che il subentrante era un parente entro il 6° grado di parentela. Tale dichiarazione bastava al connivente dirigente del Comune per sottoscrivere la determina in cui si trasferiva il suolo da una persona all’altra che, indotta in errore, lo occupava. L’attività investigativa ha consentito, ancora, di accertare che alcune cappelle, realizzate in zona sismica, non rispettavano la disciplina di progettazione per opere da realizzare in tali aree in modo da assicurare la perfetta stabilità e la sicurezza per la pubblica incolumità.

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