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AVERSA – Parcheggiatori abusivi ad Aversa, l’ombra del racket

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AVERSA (di Lidia De Angelis) – In città cresce sempre di più l’allarme per l’invasione di parcheggiatori abusivi serali, in particolar modo provenienti dal napoletano, e di alcuni gruppi di stranieri. Le zone prese d’ assalto, Piazza Marconi, Piazza Municipio, Piazzetta Don Diana, Stazione ferroviaria, via Seggio, Piazza Vittorio Veneto e Piazza Crispi. Un vero e proprio racket, dove i napoletani gestiscono il mercato del parcheggio abusivo e sotto di loro gli stranieri, specie ucraini e polacchi, con la presunzione addirittura di imporre un prezzo fisso di 5 euro ad auto; in caso di rifiuto partono danneggiamenti alle vetture e minacce inquietanti agli automobilisti dissenzienti. Il racket dei parcheggiatori abusivi: Chiedono soldi per parcheggiare in città, denunciare la situazione un cittadino esasperato dalla situazione: “E’ già la quinta volta che mi accade in un mese”. Secondo la testimonianza, appena arrivati al parcheggio, un uomo, quello ripreso nella foto, di Frattamaggiore, ma sarebbero più di uno che di volta in volta “cambiano turno”, si avvicinerebbe alla macchina, indicando un posto libero dove sostare. A quel punto, pretenderebbe soldi per avere aiutato a trovare il parcheggio. “Ho paura della vendetta se non si accondiscende alla richiesta… non sono il primo ad essere stato vittima di questo racket”, dichiara il cittadino ormai esasperato da questo giro illegale di parcheggiatori. Ma la situazione non è migliore neanche davanti ai negozi del centro storico. Il cittadino denuncia anche situazioni di accattonaggio “invadente”. “E’ accaduto anche che un ragazzo, giovane e visibilmente ubriaco, mi abbia chiesto soldi. Al mio rifiuto mi ha offeso con pesanti parole. E dire che erano le sette di sera.” In particolare, cercheremo di capire se siamo in presenza di un vero e proprio racket perseguibile penalmente. Il problema non è solo esortare gli automobilisti a non pagare, ma proteggerli e rassicurarli, estirpando un’attività che nella maggior parte dei casi assume le fattezze di una vera e propria estorsione. Non sono rari infatti i casi in cui gli abusivi passino dalle minacce a veri atti di violenza soprattutto verso donne e persone più indifese, senza considerare che spesso si ha a che fare con racket gestiti dalla malavita e usati per finanziare attività criminose ben più gravi. Questo tipo di situazione è, purtroppo, frequente ed è a tutti gli effetti un’assurdità. La sosta tariffata dovrebbe rappresentare un servizio al cittadino; se quest’ultimo è costretto a pagare anche l’abusivo per non sentirsi minacciato, di quale servizio stiamo parlando? I fatti di cronaca a cadenza settimanale lo dimostrano in modo inequivocabile: i soggetti che esercitano questo tipo di attività spesso sono pregiudicati e vicini alla mala, e chi non paga rischia, nel migliore dei casi, di ritrovarsi l’auto danneggiata e nel peggiore dei casi di venire malmenato o minacciato di morte. Per l’utente, inoltre, al problema della sicurezza si aggiunge l’aspetto economico, in quanto nelle aree di sosta è costretto a pagare l’abusivo per uno stallo che dovrebbe essere gratuito, nel caso dei parcheggi a pagamento invece si vede costretto a pagare due volte, la tariffa regolare e quella abusiva!

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