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Caserta / Alvignano / Dragoni – Provincia, ecco perche Di Costanzo vuole la “fine” di Lavornia

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Caserta / Alvignano / Dragoni – Forza Italia spinge per le dimissioni di Angelo Di Costanzo, per togliere il timone della provincia a Silvio Lavornia. In questi giorni si sta vociferando nuovamente che il sindaco di Alvignano possa dimettersi. Voci che vengono totalmente smentite dal suo entourage. Ma la notizia non appare del tutto infondata, poiché, pare, che i consiglieri provinciali del gruppo di Forza Italia non condividono la linea che sta intraprendendo il presidente facenti funzioni, il sindaco di Dragoni Silvio Lavornia, nel volere a tutti i costi seguire la linea di un governo bipartisan.
Una scelta obbligata, quella di Lavornia, per cercare di far uscire la provincia dalle sabbie mobili del dissesto finanziario. I consiglieri del PD sono gli unici che possono spingere fattivamente sul Governo centrale ed evitare che l’ente debba trasferire allo Stato quei 42 milioni di euro che la provincia ha in cassa. Una somma che non risolverebbe le difficolta nei due settori primari, la viabilità e l’edilizia scolastica, ma consentirebbe una boccata di ossigeno e soprattutto si allontanerebbe la mannaia della chiusura di oltre 90 istituti scolastici di terra di lavoro.
Ma Forza Italia, secondo voci, non ci sta a dare a quella parte che sulla carta dovrebbe essere l’opposizione, la possibilità di gestire. Unica soluzione per evitare tutto ciò e che il consiglio provinciale venga sciolto. Per fare ciò, Di Costanzo deve dimettersi da sindaco di Alvignano e di conseguenza decadrebbe anche da presidente della provincia decretando lo scioglimento anticipato del consiglio provinciale. Ma probabilmente il gruppo azzurro non tiene in considerazioni due aspetti fondamentali. In primis, sempre se Di Costanzo, cosa molto improbabile, dovesse dimettersi da sindaco, la Prefettura quasi sicuramente darebbe una proroga per le elezioni provinciali oltre i sessanta giorni previsti dallo statuto, consentendo al consiglio di continuare di svolgere le proprie funzioni fino a scadenza naturale che è quella della primavera del 2017. Tutto ciò per motivi relativi alla grave crisi economica e per evitare sperpero di denaro pubblico con le elezioni anticipate. L’altro aspetto rappresenta i punti di forza politici che, con le amministrative di giugno, sono cambiati nell’intera provincia. Con la vittoria del centrosinistra alle scorse elezioni in molti comuni, soprattutto nei grandi centri come Caserta, Marcianise e Sessa Aurunca, le prossime elezioni provinciali potrebbero essere fatali per il centrodestra.

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