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piedimonte matese – Bimba stupatra dal padre e dallo zio, intera famiglia sotto processo

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piedimonte matese. Stuprata per anni dal padre con il tacito consenso della madre che pur di non perdere il marito non ha fatto nulla per impedire al suo uomo di congiungersi carnalmente con la sua bambina di notte anche quando è cresciuta. Violentata anche dal fratello, che avendo saputo dei divertimenti pruriginosi notturni del padre con la ragazza, non perse tempo ad imitare il suo modello di maschio carnefice.  Per finire poi tra le grinfie di un nuovo stupratore, l’ amico di famiglia, che volle anch’egli godere delle grazie della giovane, costretta ad un’ ennesima violenza, non solo fisica ma anche mentale. Un’oscura vicenda, un dramma consumato tra le mura domestiche dalle quali è difficile scappare ed oltre le quali raramente si riesce a trovare la comprensione e l’aiuto necessario per uscir fuori da quella aberrazione mentale. Fatti sui quali faranno luce i giudici del tribunale di Sant Maria Capua Vetere davanti ai quali sono stati mandati a giudizio dal gup Meccariello  P. I. 47 anni padre della vittima; R. C. 38 anni madre della ragazza; N. C.  24 anni zio della ragazza; A. I. 24 anni il fratello; C. R. 33 anni di Marcinise poi convivente della giovane.  La ragazza oltre alle violenze sessuali è stata costretta a subire maltrattamenti, pestaggi, minacce dai suoi parenti e dallo zio fino a quando decise di andare via di casa. Ma la sorte non le fu favorevole anzi fu nera più che mai, poiché i soprusi continuarono anche con l’uomo con il quale era andata a convivere, il quale incominciò a  considerarla come una schiava,  come una proprietà da gestire a proprio piacimento, permettendo anche ad amici di approfittare della sua ormai sudditanza ad una vita di violenze, vinta dallo sconforto e dal pensiero che qualsiasi reazione o ribellione sarebbe stata del tutto inutile. Il padre è stato l’ombra che l’ha seguita da piccola spiando anche i suoi più teneri ed infatili amori. Non appena il  papà si accorse della sua prima cotta pretese di controllare il suo stato di verginità, roso dalla gelosia che ormai un altro uomo e non più lui aveva conquistato il cuore della sua “adorata” bambinae che ormai un altro uomo presto avrebbe fatto con la sua piccolina ciò che egli le faceva di notte.
maria giovanna pellegrino

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