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Il maresciallo Forziati coordina le indagini sul caso

TEANO – Ladri d’arte, così i ragazzini saccheggiavano il museo e l’antico teatro (le intercettazioni)

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TEANO –  Tre ragazzi, di cui una minorenne, saccheggiavano il museo sidicino e l’antico teatro romano. La facilità con cui agivano mette in luce la scarsa attenzione verso le ricchezze archeologiche del nostro paese. Il gruppo depredava opere importantissime  – di grosso valore archeologico e commerciale – per poi rivenderle a pochi euro. L’azione dei tre giovani- tutti di Teano – è stata stroncata dai carabinieri della locale stazione, guidati dal maresciallo Forziati, che in poco tempo hanno chiuso il cerchio intorno ai responsabili.
Le indagini traggono origine da una denuncia di furto sporta da Antonio Salerno, direttore del Museo Archeologico di Teanum Sidicimim. Il direttore, in particolare, riferì  che il giorno 13/01/2016, il personale in servizio di vigilanza – nel caso specifico l’addetto Moretta Silvano Luigi – lo aveva informato che da una tomba “cappuccina” sita nel predetto museo era stata asportata una lucerna in terracotta ad opera ignoti ladri, mediante la forzatura di una tegola posta nella parte laterale destra. Il Moretta, vigilante in servizio quella mattina, gli aveva riferito che all’interno del museo erano entrati esclusivamente tre persone, due ragazzi ed una ragazza, che tra l’altro si erano stati registrati sull’apposito libro ove sono annotate le generalità e firme dei visitatori. Gli operanti hanno visionato le registrazioni del giorno in cui è stato commesso il furto ed hanno constatato che effettivamente tre ragazzi, dopo essere entrati nell’orario di apertura, si sono avvicinati alla tomba cappuccina, armeggiando nei pressi della stessa. I tre giovani sono stati successivamente identificati in Pane Antonio, D.B.M. (minorenne) e De Biasio Domenico. Il gruppo, prima di commettere il furto aveva effettuato, nei giorni precedenti, sopralluoghi per pianificare meglio l’azione.
La successiva attività di indagine ha consentito di appurare che quel medesimo giorno, ovvero il 13/01/2016, Pane e la sua fidanzata (minorenne), avevano commesso un furto analogo presso il Teatro Romano di Teano. In particolare, in data 27/01/2016 i Carabinieri della Stazione di Teano avevano ricevuto un’ulteriore notizia di reato inerente un furto perpetrato ad opera di ignoti presso il Teatro Romano sito in Teano. Nello specifico Ruggì D’Aragona Maria Grazia, funzionario responsabile per gli Uffici della Soprintendenza di Teano – Calvi Risorta – Alife – Mondragone e Sessa Aurunca, ha denunciato che ignoti ladri, introducendosi all’interno di un ambulacro sito nel Teatro Romano, avevano asportato da un espositore una piccola Testina in stile Egizio in marmo bianco, risalente alla fine del I secolo A.C.. Appreso che anche presso il Teatro Romano era in uso un registro visite ove vengono annotate le persone che vi accedono, gli operanti lo hanno consultato ed hanno appurato che il 13/01/2016 – giorno che coincide con quello del furto avvenuto presso il Museo Archeologico di Teano – risultavano presenti i nominativi del Pane Antonio e della minore D.B.M.  Ciò accredita il fatto che i due indagati, dopo aver commesso il furto di cui al paragrafo che precede presso il Museo Archeologico di Teano, lo stesso giorno si sono portati presso il Teatro Romano di Teano per compiere il furto della predetta testina in marmo custodita nell’ambulacro della struttura.  La conferma dell’avvenuto furto ad opera della coppia di fidanzatini arriva in modo inequivoco dagli esiti delle intercettazioni telefoniche, in cui il Pane offre proprio l’oggetto trafugato (esplicitamente indicato nelle conversazioni intercettate) al ricettatore, Autieri Emilio.

Pane: Emilio
Autieri: si
Pane: buongiorno
Autieri: buongiorno
Pane:  vi volete fare una scappata
Autieri: ma non stai lavorando con tuo padre…testa marcia
Pane: come
Autieri: ho detto non stai lavorando con tuo padre testa di merda
Pane: oggi è domenica
Autieri: si ma ieri cosa era e l’altro ieri cosa era
Pane: come?
Autieri: va bene cosa vuoi
Pane: ti vuoi fare una scappata qui
Autieri: no non posso proprio oggi ma perché che roba è
Pane:  è una testa di marmo
Autieri: quella che hai preso li giù no non è cosa proprio
Pane: dove? dove l’ho presa?
Autieri: e va bene
Pane: dove l’ho presa?
Autieri: che ne so dove l’hai presa
Pane: dentro la dove ho preso quel coso
Autieri: dove?
Pane: in mezzo alla terra
Autieri: giù dalla vecchia?
Pane: sii
Autieri: ma se la vecchia ieri stava la
Pane: ma veramente dici ieri., ieri mattina l’ho fatto mentre lei era al mercato con la figlia
Autieri: e che roba è
Pane: è una testa di marmo è un animale

Autieri: senti io non posso venire ora., se è domani
Pane: incomprensibile
Autieri: e che dobbiamo fare non mi posso muovere stiamo ammazzando il maiale
Pane: e va bene
Autieri: domani se c’e l’hai ancora domani mi fai sapere
Pane: si
Autieri: statti bene ciao

La conversazione, secondo la Procura, evidenzia come il Pane Antonio, a completamento della sua attività criminale, dopo aver perpetrato il furto con la complicità della sua fidanzata (minorenne) della testina di marmo in stile egizio risalente alla fine del I secolo A.C.,, individua nella figura dell’Autieri Emilio, il ricettatore a cui poter vendere il provento del reato di furto. Da tale conversazione traspare che i due soggetti si conoscono da tempo e che il Pane è solito vendergli reperti archeologici di provento illecito. Compravendita che poi non si concretizzerà,  perché Pane vende la statua ad un soggetto (non ancora identificato)

Pane: Emi
Autieri: Antonio
Pane: Che cosa è successo
Autieri: Cosa hai fatto mica l’hai venduta
Pane: Si
Autieri: l’hai Venduta?
Pane: Si
Autieri: Sei proprio uno merda statti bene
Pane: e le l’ho detto tu hai detto di no
Autieri: vai a fare in culo, statti bene

 

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