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SESSA AURUNCA – Ospedale, ginecologia e ostetricia a rischio chiusura

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SESSA AURUNCA  (di Tommasina Casale) – Tutti sanno che il reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale San Rocco è a rischio di chiusura e che il marker di riferimento è il numero di nascite. Si sa che il numero di nati nell’ultimo anno è stato ancora troppo esiguo per garantire la sopravvivenza del reparto. Si sa che se fino ad oggi il reparto è rimasto aperto, è solo perché collocato geograficamente in una zona disagiata. Il che equivale ad una assoluzione per mancanza di prove in pratica. È ancora aperto non per meriti ma perché non lo si può chiudere, almeno per quanto riguarda il punto nascite. Ed allora è ovvio che, se nascono 7 bambini in un giorno, c’è tutta una organizzazione che ha permesso questo, è ovvio che i neonatologi di turno hanno dovuto assistere 7 bambini, il personale infermieristico gestire 7 puerpere, le infermiere pediatriche accudire 7 neonati, ma questo è scontato. È innegabile però che tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro durato 9 mesi di chi ha seguito le gravide e le ha portate ad avere fiducia della struttura cittadina. Sarebbe stato infantile inserire, come nei titoli di coda di un film, i nomi di tutti i partecipanti, anche perché in quel caso si sarebbe polemizzato sulla grandezza dei caratteri. Per una volta si è visto un bel film ed è auspicabile poterne vedere degli altri altrettanto belli nello stesso reparto ma anche negli altri reparti dell’ospedale. Questa struttura non può chiudere e tutti dovrebbero rimboccarsi le maniche e lavorare intensamente per fare in modo che possa crescere. In città si sente parlare bene di questo nuovo corso del reparto di ostetricia, dell’aria nuova che spira, degli ambulatori che funzionano, dei corsi di preparazione al parto, dell’aumentato numero di parti spontanei dopo essere stati tristemente maglia nera d’Italia per il numero dei tagli cesarei. Questo entusiasmo non si deve spegnere, anzi, le donne di Sessa devono guardare alla struttura come valido punto di riferimento e, a chi ne ha la facoltà, di potenziare i servizi. Magari, perché no, acquistando qualche altra incubatrice e rimodernando un poco la struttura. Sette  nati in un giorno tra le lodi e le polemiche. Compito di un giornalista, o se vogliamo di un cronista, è registrare gli eventi, cogliere i cambiamenti che nella società si verificano e farli conoscere ai lettori. A proposito dell’articolo di ieri l’altro sulla eccezionale ondata di nascite presso la maternità dell’Ospedale San Rocco, i malpensanti e i maldicenti hanno soffiato sul fuoco della polemica per alimentare un chiacchiericcio sterile quanto sgradevole. Un evento importante, riguardante un così elevato numero di nascite in un solo giorno, non si poteva non riportarlo.

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