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ROCCAMONFINA – Pacchi alimentari, Petrillo rimprovera Di Pippo: meno polemiche e più impegno

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ROCCAMONFINA (di Antonio Migliozzi) – Nei giorni scorsi, attraverso i social, si è potuto leggere un ennesimo attacco da parte di Franco Di Pippo (componente del CdA della Fondazione “Nicola Amore per Roccamonfina”) nei confronti Emma Petrillo, presidente della stessa fondazione onlus. La freccia avvelenata scagliata da Di Pippo, zio del notissimo vice sindaco di Roccamonfina, è relativa alla gestione della distribuzione dei pacchi alimentare recapitati ad un alto numero di famiglie in difficoltà. Una consegna che viene effettuata dopo un’adeguata selezione fra tutti i soggetti richiedenti. Secondo di Pippo tutto sarebbe avvenuto con poco trasparenza e soprattutto senza informarlo. Dura la replica di Petrillo: “servono meno polemiche e più impegno”

La lettera del presidente Emma Petrillo:
“Mi trovo ancora una volta a dover intervenire pubblicamente sulle incresciose esternazioni di Franco Di Pippo, che utilizzando mezzi impropri e vie, a dir poco irrituali, critica l’operato della Fondazione di cui è consigliere. Egli, da circa un anno, partecipa alle decisioni fattuali, condividendone le decisioni. Non voglio scadere nel triviale, riportando i termini con cui è stato, dal consigliere, apostrofato l’operato della Fondazione, da lui condiviso e votato, debbo, però, chiarire che le risposte alle innumerevoli domande pervenute il 31/3 di quest’anno, di cui ne vedo pubblicata una parte, sono state date in forma scritta e puntuale in seno al CdA, ma il consigliere si è guardato bene dal prenderne visione e fare le dovute riflessioni. Riporto uno stralcio della risposta data in quella sede relativo all’azione contestata. “…Per ciò che riguarda (vedi prot. n. 16) i nominativi di coloro che hanno usufruito dei pacchi alimentari lei ben sa che sono contenuti in una busta che il vicepresidente ha allegato alla relazione documentale della precedente distribuzione coincidente con il periodo natalizio e presentata ed approvata in un C. di A. precedente in cui ci siamo giovati della sua illustre presenza  tra noi. Le famiglie individuate sono presenti anche negli elenchi dell’Ufficio Politiche Sociali di Roccamonfina, ma seppure tale elenco si fosse ampliato con l’aggiunta di altri nuclei familiari questi hanno diritto alla privacy ed hanno avanzato domanda con documentazione ISEE con fasce assimilabili a quelle concordate da noi con l’attuale Amministrazione Comunale ed usate per supportare la mensa scolastica ed il trasporto alunni. L’attività in esame è stata svolta da volontari che hanno collaborato al buon esito dell’operazione. La signora Tittina Ragucci che li ha organizzati,insieme al vicepresidente, è certamente munita di libretto sanitario in considerazione del fatto che gestisce una nota pasticceria a Roccamonfina ma ritengo che tali condizioni, di cui lei richiede contezza,siano strumentali e  pleonastiche per un’attività di un ente,quale la Fondazione, che agisce in forma privata al pari della Caritas…”.
Si chiarisce, inoltre, che le derrate alimentari distribuite sono tutte confezionate e non c’è nulla in forma sfusa. Inoltre, nella stessa sede, sono state chiarite regole minimali per un comportamento etico da parte dei consiglieri, che qui riporto:
…Questa Presidenza ritiene opportuno ricordare a tutti i presenti che sono tenuti ad un comportamento etico, che non è concesso assumere atteggiamenti o compiere azioni che possano recare danno materiale e morale al buon nome della Fondazione ed in ultima analisi, per riflesso a Roccamonfina stessa, di cui tutti noi siamo cittadini. Faccio presente, inoltre, al consigliere Di Pippo, che qualsiasi problematica di carattere organizzativo e  divergenze che possano sorgere tra noi si debbono risolvere in seno all’organo di governo della Fondazione,cioè il C. di A.,e non devono essere riportate a terzi,sempre in virtù di quell’etica di comportamento testé richiamata. Gli atti della Fondazione sono sempre, e dico sempre a disposizione dei consiglieri, ma non è permesso ad alcuno fotocopiarli o fotografarli o farne alcuna riproduzione per farne diffusione o uso che possa recare danno alla Fondazione e che sia in contrasto con la morale. Per statuto siamo tenuti a comunicare bilanci e relazioni del Presidente e Revisore alla Regione ed alla Giunta Comunale. Per tutto quanto esposto questa presidenza e questo C. di A. ritengono che il consigliere Di Pippo sia gravemente inadempiente per aver violato questi principi che, seppure mai esplicitati come ora, sono intrinseci al mandato di consigliere, nella forma e nella sostanza, di una istituzione quale la nostra. Alla luce di quanto esposto mi riservo di prendere le dovute iniziative per difenderla e tutelarla così come diritto e dovere inerente al mio ruolo di presidente. Al consigliere Di Pippo ricordo che dal suo insediamento in questo C. di A.,  di cui ne fa parte a pieno diritto,ha votato atti e condiviso decisioni; non si comprende,pertanto la motivazione della serie di richieste avanzate,a meno che non vogliamo dare alle stesse un’interpretazione negativa a danno della Fondazione e dei suoi organi amministrativi a cui,fino ad oggi,il consigliere stesso ha partecipato a pieno titolo. Se ancora non è chiaro, faccio presente che l’ordinamento civile e di carattere privatistico della Fondazione è diverso da quello di un ente pubblico, quale potrebbe essere un comune ed un Consiglio Comunale di cui il consigliere Di Pippo si fregia d’aver fatto parte in epoche trascorse. Se questa esperienza è stata per lei così pregnante da non riuscire ad adattarsi a condizioni diverse, me ne dolgo, ma “l’adattamento è la chiave dell’evoluzione”; ciò non vale solo per i naturalisti, ma può essere applicato ed esportato in ogni ambito della vita di ognuno di noi e siamo oltremodo convinti che ripercorrere sempre gli stessi circuiti fossilizzi la mente ed inaridisca gli animi. Egregio consigliere, lei non è “altro” da noi; le sue richieste denotano diffidenza, poco rispetto per quello che è la storia della Fondazione e quello che essa è oggi, nonché mancanza di considerazione per le persone che la rappresentano e lei continua a confondere ruoli e mandati. Mi chiedo come mai tutte queste perplessità, sospetti di inadempienze e supposte illegittimità, non le abbia espresse e comunicate all’Ispettore della regione che abbiamo ospitato da poco e che lei, unico consigliere, ha conosciuto. Quella era la sede ed il tempo più opportuno; a dire il vero e se ricordo bene,alcune richieste furono avanzate ed hanno avuto dall’ispettore,compiutamente risposta,ma forse non era quella che lei si auspicava Se ritiene di dover assumere un compito di controllo, che nelle forme lecite e nell’economia delle decisioni potrebbe essere anche auspicabile,questo deve essere agito all’interno del C. di A. e non con le anomalie a cui stiamo assistendo da quando è stato nominato. Lei parla ed opera in un organo che ha l’obbligo di rispondere al dettato statutario e riconosce quale ente controllore la Regione e gli uffici  preposti…
Tutte le azioni della Fondazione sono sotto gli occhi dei cittadini che se ne avvantaggiano e molte di esse sono state direttamente sollecitate dall’Ufficio Politiche sociali del Comune.Il Presidente è garante della realizzazione dei fini statutari e delle linee programmatiche e non è tenuto ad avvisare i consiglieri di quando si effettuano le attività deliberate,ma sono i consiglieri stessi,soprattutto quelli fuori dal circuito lavorativo,presumibilmente più liberi  da impegni,a doversi rendere parte diligente nel tenere i contatti ed attivarsi di conseguenza, rivolgersi al Consigliere delegato dell’azione.Mi dispiace che i cittadini di Roccamonfina debbano assistere a questo spettacolo indecoroso,ma era doveroso rispondere ad insinuazioni deleterie non per la mia persona e per gli altri membri del CdA,ma per ciò che la Fondazione è e rappresenta per il paese”.

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