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Sparanise – Ex tabacchificio, i 5 Stelle interrogano il ministro per smaltire l’amianto

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Sparanise – Ex tabacchificio, il Movimento Cinque Stelle presentano interrogazione (la numero  4-04393 pubblicata il 30 luglio 2015, nella seduta n. 494, a firma degli On.li MORONESE, NUGNES, BERTOROTTA, BOTTICI, CAPPELLETTI, CIAMPOLILLO, DONNO, GIARRUSSO, LEZZI, PAGLINI, PUGLIA, SANTANGELO, SERRA , rivolta al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) per sapere quali  le strade da seguire per smaltire l’amianto che ancora ricopre i capannoni dell’azienda.

L’interrogazione:

Premesso che a Sparanise (Caserta), in via Posta vecchia n. 4, insiste un insediamento industriale dismesso nell’anno 2004 avente un’area di circa 62.000 metri quadrati, e conosciuto come ex tabacchificio. Lo stesso, nel corso degli anni, ha subito numerosi cambiamenti in termini di denominazione sociale nonché di titolarità azionaria. Dapprima Editab SpA, successivamente Dimon Italia Srl e in seguito Mindo Srl, messa in liquidazione il 30 giugno 2008, per divenire, infine, Mondi RE Srl;

le diverse società hanno sempre avuto sede legale a Roma;

sia la Dimon Srl che la Mindo Srl sono state condannate al pagamento di multe milionarie per aver costituito un cartello di controllo dei prezzi del tabacco, con le decisioni della curia europea T-19/06 e con la decisione della Commissione del 20 ottobre 2005 relativa ad un procedimento ai sensi dell’articolo 81, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità europea (caso COMP/C.38.281/B.2) – Tabacco greggio – Italia;

il complesso, conosciuto come ex tabacchificio, è circondato da abitazioni private di recente costruzione e piccoli insediamenti produttivi. A seguito di numerose denunce e segnalazioni di cittadini, associazioni e giornalisti, sono state rinvenute al suo interno ingenti quantità di lastre e materiali di amianto; le parti superiori dei capannoni sembrerebbero, infatti, composte in prevalenza di eternit a forma di “onduline”, ed inoltre al suo interno risulterebbero presenti numerosi solventi chimici e sostanze disseminati in contenitori e fusti non sigillati;

considerato che:

durante l’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, nella seduta del 6 luglio 2015, la dottoressa Marinella Vito, direttore tecnico dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campania (ARPAC), ha dichiarato che, durante un loro sopralluogo, hanno riscontrato, oltre alla forte e consistente presenza di rifiuti, anche la fuoriuscita di liquidi di natura acida in un terreno agricolo confinante, che bruciavano gli alberi. Tale rinvenimento coinvolge la parte esterna al sito e ciò desta forte preoccupazione tanto per le falde acquifere quanto per i vigneti circostanti;

la stessa dottoressa Vito riportava questi fatti durante l’audizione del 12 febbraio 2014, nella terza Commissione permanente del Consiglio regionale della Campania;

dal resoconto dell’audizione in Consiglio regionale emergerebbe, inoltre, che il sindaco, con propria ordinanza, n. 107 del 13 dicembre 2013, ha ordinato alla società Mondi Re “di procedere ad horas alla messa in sicurezza dell’area mediante rimozione e smaltimento dei rifiuti presenti inclusi frammenti di amianto nei vari punti di crollo nel capannone, nonché, l’amianto di copertura avvertendo che, in caso di inottemperanza, il Comune avrebbe proceduto all’esecuzione d’ufficio in danno dei soggetti indicati ed al recupero delle somme anticipate”;

considerato infine che risulta agli interroganti come dimostrato da una videoinchiesta realizzata dal giornalista Salvatore Minieri pubblicata su “youtube”, che è possibile constatare le condizioni disastrose del sito, così come la presenza di pozzi aperti ed accessibili all’interno della struttura contenenti liquidi che a prima vista non sembrano riconoscibili. Inoltre, emergerebbe che il sito stesso sia ad oggi aperto e facilmente accessibile, benché abbandonato e contaminato da amianto,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, nell’ambito delle proprie attribuzioni, intenda verificare se esistano o siano mai stati presentati piani di smaltimento dell’amianto, comunali, regionali o ministeriali, per il sito dell’ex tabacchificio nonché se sia stata eseguita l’ordinanza del sindaco di Sparanise n. 107 del 13 dicembre 2013 con la quale si chiedeva di rimuovere e smaltire i rifiuti e di mettere in sicurezza il sito;

se ritenga di provvedere con urgenza a mettere in sicurezza il sito come prescritto dalle leggi vigenti, nonché alla rimozione di tutti i rifiuti speciali presenti ed avviare un’approfondita analisi di rischio per determinare il pericolo a cui sono stati e sono eventualmente esposti i cittadini delle abitazioni e gli insediamenti prossimi all’ex tabacchificio;

se ritenga opportuno approfondire le criticità evidenziate ed intervenire con urgenza in merito alla probabile fuoriuscita continua di solventi chimici che si riversano nei terreni circostanti, dannosi per l’uomo e l’attività agricola, come denunciato dalla funzionaria dell’ARPAC.

 

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