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VAIRANO PATENORA / TEANO – Stalking e minacce, parlano i testimoni dell’accusa

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VAIRANO PATENORA / TEANO – Stalking e minacce, parlano i testimoni dell’accusa, assente sia l’imputato che la vittima dei presunti reati, il giudice, dott.ssa Lombardi, ha rinviato la causa al prossimo maggio per sentire Taki Naoal e per conferire incarico ad un perito per le intercettazioni telefoniche tra il presunto molestatore e la ragazza. Tutto all’interno del processo a carico di Ilario De Simone.  Due sono le persone offese:  T. Naoal e suo padre Moahamed, entrambi residenti in Vairano Patenora, difesi dall’avvocato Massimo Amato. De Simone è accusato di stalking e violenza privata perché, con condotte reiterate, mediante minacce consistite nel prospettarle la morte ove non avesse acconsentito alle sue richieste di intrattenere una relazione sentimentale e molestie consistenti nel presentarsi ripetutamente presso la sua abitazione gridandole di scendere, minacciando, altresì, l’intera famiglia e nell’inviare ripetuti sms dal contenuto ingiurioso e minatorio. Atteggiamenti che, secondo l’accusa, cagionavano alle due vittime perdurante e grave stato d’ansia e un forte timore per l’incolumità propria e dei prossimi congiunti. La ragazza sarebbe stata costretta ad alterare le proprie abitudini di vita.  Più gravi, invece, sembrano  essere le accuse rivolte dalla Procura contro De Simone relativamente agli episodi che vedono come vittima il padre della giovane Noal. Infatti, secondo l’accusa De Simone avrebbe rincorso l’uomo brandendo uno scalpello di ferro e minacciando, altresì, di fargli  saltare tutti i denti e di incendiargli la bancarella. Compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere Mohamed ad accettare che egli intrattenesse una relazione sentimentale con la figlia Noal, evento non realizzatosi per cause indipendenti dalla sua volontà in quanto prontamente denunciato dalla stessa ragazza.

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