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CASERTA – PD, la trappola di Abbate e Caputo a Vitale. Non è più un partito, solo un covo di vipere. Cappello ritorna con Caputo. La “liana” di Picierno

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CASERTA – Il Partito Democratico è diventato un campo minato, un covo di vipere, scondo alcuni. Quanto accaduto ieri sera è emblematico per capire che tipi di “personaggi” compongono quello schieramento politico casertano. Hanno fatto una riunione – prima dell’assemblea – per trovare una intesa e per evitare la spaccatura. Hanno così deciso che la partita doveva finire in parità: si approvava la mozione di Capacchione e Vitale restava segretario. Niente affatto. E’ andato tutto liscio fino all’approvazione unanime della mozione di Capacchione. Poi si è scatenato l’inferno per non mantere fede a quanto stabilito poche ore prima. Di fatto Vitale viene sfiduciato.
Troppo bello dire: “dobbiamo pensare a far crescere il partito”, “dobbiamo pensare all’unità del partito”, “lo si fa per il bene del partito”. Solo belle parole ma alla fine significa: “dobbiamo pensare alla crescita personale”, “lo  si fa per il bene personale”. Questo è quello che è accaduto sabato sera nella pre riunione dell’assemblea provinciale del pd dove  la fronte guidata da Dario Abbate e Nicola Caputo che vogliono a tutti i costi annullare l’elezione dei vertici dell’Asi, ha dialogato con quella dei Vitale boys. Un incontro dove le belle parole succitate sono volate e tutti concordi a trovare una strada per appianare le divergenze interne e risparmiare lo spettacolo indecoroso che il partito democratico sta dando non solo in provincia di Caserta ma ha sconfinato fino ad arrivare nelle stanze democratiche romane.  Un passo per uno. I vitaliani si sono garantiti la non sfiducia a Raffaele Vitale in cambio del voto unanime alla mozione della senatrice Capacchione che dopo due anni e mezzo si è svegliata dal coma politico. La mozione è stata votata all’unanimità così come deciso nella pre riunione ed ecco che scatta la trappola. Il gruppo di Abbate e Caputo, con il supporto del presidente dell’assemblea Enzo Cappello, una volta assicurato il voto alla mozione hanno iniziato a sfiduciare Vitale. Un’assemblea che è diventata un campo da box.
Un Abbate che dai microfoni, rimangiandosi tutto quanto detto pochi minuti primi, gridava: “mollate l’osso”. Ma quale osso? La verità è che quel gruppo vuole a tutti costi la testa di Vitale ed i suoi prima delle liste alle elezioni regionali per garantire le rendite di potere dei vari Caputo, Cappello e anche la buona Pina Picierno che salta come un grillo da una parte all’altra. La nostra eroina dopo aver combattuto al congresso Vitale ci si allea in occasione delle europee. Un’alleanza che aveva un solo scopo, prendere voti a Caserta attraverso il sostegno del gruppo degli Stellato con la Sgambato pronta a prendere il suo posto al parlamento. Lo ha dovuto fare perché non avrebbe potuto prendere tutte quelle preferenze imposte dall’alto e fare flop poi nella sua provincia. Un idillio durato poco, dato che, l’ex  “Franceschiniana”  ha subito lasciato Vitale per risposare la causa di Caputo. Un bell’esempio di coerenza politica iniziata con De Mita, lasciato per Veltroni, passando da Bersani e subito dopo lasciarlo per Renzi. La Picierno ormai vive con una liana tra le mani per passare da una parte all’altra con così tanta velocità che quasi nessuno ci fa più caso.

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