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CASERTA – “Associazione ed Elezione”, la coppia benedetta da Del Gaudio e il complotto contro il Comitato Civico Rione Tescione

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CASERTA (di Nando Silvestri) –  Caserta: “Associazione ed Elezione”, la coppia benedetta da Del Gaudio e il complotto contro il Comitato Civico Rione Tescione.  Strane coincidenze colmano il vuoto fluire di questi giorni difficili a Caserta. Si chiama “Amici di Angelo” l’associazione di volontariato appena sorta nella periferia casertana con la benedizione della premiata ditta “Palazzo Castropignano” e il placet del sindaco di Caserta Del Gaudio. Un’associazione i cui mirabili intenti sono socialità, solidarietà e assistenza. L’associazione, guarda caso, nasce subito dopo il fallito tentativo del Comune proteso alla demolizione del Comitato Civico Rione Tescione, in concomitanza  con l’inaugurazione dei campi di calcio della Chiesa di San Pietro in Cattedra da parte del sindaco e nell’imminenza degli appuntamenti elettorali. “Troppe coincidenze che coincidono” diceva il grande Totò che ha indotto, per l’occasione, la cittadinanza accorta e avveduta  ad un proficuo spunto di riflessione. Secondo il parere dei cittadini della periferia nord di Caserta, l’associazione suddetta si configura come un amorfo clone del Comitato Civico Rione Tescione notoriamente immune alle strumentalizzazioni politiche e attivo sul territorio da 16 anni con riscontro encomiabile. Per questo motivo a molti  cittadini sfugge la ratio di un “duplicato” così soverchio e contraddittorio, sebbene degno di nota per le ambizioni formalmente esternate, da indurre a dubitare che i suoi stessi componenti possano in qualche modo sollevare i patimenti della periferia. Del resto i professionisti che fanno parte di “Amici di Angelo” non si sono mai distinti per attivismo sfrenato nella periferia casertana, probabilmente perchè troppo distanti dalle problematiche croniche che attanagliano frazioni e sobborghi del capoluogo di Terra di Lavoro. Da indiscrezioni che lo scrivente si limita solo a riportare emerge che alcuni dei componenti della succitata associazione “Amici di Angelo” evidenzierebbero spiccate prossimità ai futuri candidati alle competizioni elettorali. Peccato che alcuni bravi giovani come “Francesco” che si sono rivolti a padre Angelo si siano ritrovati una porta sbattuta in faccia dopo aver messo a disposizione della locale comunità le proprie competenze gratuitamente. I frati, in genere, dovrebbero lasciarsi guidare dagli insegnamenti di San Francesco invece di arruffianarsi politicanti triti e ritriti per disdicevoli borie imprenditoriali. Intanto, oltre alle lucine di Natale e alle bancarelle che tanto piacciono al primo cittadino del capoluogo di Terra di Lavoro, le insidie che minacciano la vivibilità quotidiana dei cittadini della periferia crescono in maniera esponenziale e, diversamente da quanto succede a Salerno, nessuno affolla gli alberghi casertani per ammirare la città  governata alla carlona da Del Gaudio. Sarebbe interessante discutere di questi ed altri particolari col sindaco pubblicamente, sebbene sia alquanto imbarazzante scoprire  con quanta diffidenza egli sia guardato da alcune emittenti locali riluttanti ad ospitarlo. Forse perché chiunque abbia qualcosa di documentato da contestargli finisce inevitabilmente per subire le sue censure giornalistiche e mediatiche oppure viene bloccato sui social e tacciato di “vergogna” privatamente, come accade allo scrivente. Una cosa è certa: è stato finalmente svelato l’arcano del Comitato Civico Rione Tescione. Secondo alcune fonti attendibili a volere lo sfratto del Comitato di quartiere succitato sarebbe stato un dirigente comunale per ritorsione. Osteggiato da legittime rivendicazioni popolari a causa delle quali il dirigente potrebbe vedere compromessa l’occasione di intascare diverse decine di migliaia di euro, egli avrebbe sentenziato lo sfratto con la tipica albagia vendicativa di un capo clan. “Impossibile”, secondo alcuni cittadini, “dialogare con questo capriccioso signore visto e considerato che non riesce a proferire neppure una parola in italiano e che la sua pronuncia ricordi vagamente quella di un troglodita o di un rozzo primate da documentario”. Con questi elementi che ci ritroviamo al potere è difficile se non impossibile contestare quel tristissimo 104esimo posto  attribuito a Caserta che il Sole 24 Ore conferma appartenere alla classifica delle città, piuttosto che a quella delle province, come invece vorrebbe per comodità Del Gaudio.

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