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Fabrizio Pepe

PIEDIMONTE MATESE – Molisannio, politici sul viale del tramonto discutono del nulla ma dimenticano i problemi reali

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PIEDIMONTE MATESE – Molisannio, domani sarà il grande giorno. Sì, domani 11 dicembre 2014, ben 16 comuni saranno riuniti intorno a un tavolo per discutere del Molisannio. Cioè del nulla. Una “favola” – quella del Molisannio – che si racconta da oltre mezzo secolo. Sarà solo l’anticipo, però, del convegno che si terrà il prossimo sabato dal titolo “Il Matese e l’Alto Casertano: cerniera del Molisannio”.
L’idea del Molisannio – cioè la creazione di una nuova regione – è vecchia, tuttavia ritorna di moda alla vigilia di ogni elezione. I politici la usano per un doppio scopo: ottimo strumento per far presa su un elettorato stanco delle solite chiacchiere e che potrebbe essere perciò stimolato dalla prospettiva di una nuova regione (composta dal Molise e dal Sannio unificate).
L’altra ipotesi poi è che gli stessi politici – sempre più sul viale del tramonto e sempre più “inconsistenti” sulla scena politica regionale e provinciale – possano usare il progetto del Molisannio come “minaccia” verso i piani alti della politica stessa, per ottenere maggiore attenzione. Come dire: se non otteniamo la giusta considerazione siamo pronti alla “secessione”. Un po’ come succede nel calcio quando le società non riuscendo più a disputare campionati di buon livello nei gironi casertani e campani, decidono allora di passare con la lega molisana dove è più facile vincere e contare qualcosa.
Così, domani alle ore 12, presso la sala del Consiglio Generale della Comunità Montana del Matese, ci sarà una conferenza stampa di presentazione del convegno dal titolo “Il Matese e l’Alto Casertano: cerniera del Molisannio” in programma per sabato 13 dicembre alle ore 9,30, nella sala consiliare del Comune di Alife, piazza della Liberazione. L’incontro con i mass media di giovedì 11 dicembre sarà preceduto da una conferenza dei Sindaci dei 17 Comuni rientranti nel comprensorio dell’Ente Montano appositamente convocata dal presidente Fabrizio Pepe per sensibilizzare e ricercare insieme a tutti gli amministratori locali una posizione unica ed una proposta condivisa sul tema del Molisannio quale sfida per il futuro politico, culturale e socio-politico dell’area interna di Terra di Lavoro, oltre che dei vicini versanti beneventani, venafrani e del basso Lazio.
Tutto appare come la conferma che la politica ama cimentarsi nel nulla, ignorando i problemi reali che pesano sulle comunità.
Chissà se, fra una discussione e l’altra, Pepe e i sindaci della Comunità Montana del Matese riusciranno a trovare qualche minuto (senza togliere la  “giusta attenzione” per il Molisannio)  per parlare del grave inquinamento che colpisce il fiume Sava – nel cuore del parco del Matese – da oltre un anno?
Ma questi sono problemi reali, che non sfiorano la politica. Il Molisannio, invece sì.

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4 commenti

  1. Molissannita Libero

    Caro Paese News, il Molisannio non è una favola, cosi come non è una favola il cambio di confini che inglobarono Piedimonte (prima prov. di Benevento) in questo cesso che si chiama prov. di Caserta. Quindi il punto vero non è se il Molisannio è o non è una favola, ma coloro che ne parlano, ovvero quei discendenti politici di coloro che quei confini spostarono e che i Molisanniti piedimontesi e matesini dovettero subire. Questa gente da si dozzina, presi uno per uno, non avrebbero neanche il diritto di camminarlo il Molisanno e se ci fosse ancora dentro ognuno di noi l’essenza sannita, oppure come lo camminarono durante le guerre sannite alle Forche Caudine, cioè costretti a passare sotto al “giogo” piegati a novanta, esposti e vulnerabili in quella parte del corpo che umiliò gli stessi Romani ma che, dubito umilierebbe questa gente, cosi abituata ad esporla per una poltrona, una prebenda istituzionale o, quando l’occasione è ghiottta per una tangente più o meno lauta o un posticino di lavoro per la prola incapace e senza p…e.
    Caro Paese New, ti prego, non parlare più di favole quando si tratta di Molisannio, perchè esso è ancora l’unico punto di riferimento certo per sentirsi al sicuro e riorganizzaarsi in attesa di ricacciare indietro l’occupazione di “cumpaVi e cummmaVelle”.

    W O’ RRE’ E VAFANCULU GALIBARDO E SCIABBULETTA!

  2. I politici del matese sono come Piccoli Apostoli. Tutti santi e ….. subito. Mi raccomando un bel busto di bronzo o marmoreo per tutti per non farsi dimenticare.

  3. ancora lui nella foto? paesenews, ti prego butta le foto di questo “——————–

  4. Ollio, stallio e Pepe

    Un mezzo busto anche a Monica. Monica santa subito!

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