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SESSA AURUNCA / ROCCA D’EVANDRO – Camorra, arrestato Di Lorenzo: è il capo dei Muzzoni

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SESSA AURUNCA / ROCCA D’EVANDRO – Arrestato Gaetano Di Lorenzo – 54 anni – ritenuto dagli inquirenti, attuale reggente del clan Esposito. L’uomo era ritornato in libertà qualche tempo fa, dopo aver trascorso oltre dieci anni della sua vita, ininterrottamente detenuto in carcere (quello di Parma) dove si trovava ristretto in regime del 41 bis (carcere duro). L’arresto di oggi è l’esecuzione di un ordine di carcerazione (emesso a seguito di sentenza definitiva), per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, Di Lorenzo Gaetano cl. 1960, attuale reggente del clan camorristico “Esposito” denonimato “dei muzzoni” operante in Sessa Aurunca  e zone limitrofe, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s.. Il Di Lorenzo dovrà ora scontare la pena della reclusione di 4 anni e 6 mesi. Il provvedimento scaturisce da una  complessa e articolata attività di indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sessa Aurunca a seguito di una estorsione posta in essere dall’arrestato in data 31.08.1999 in Rocca d’Evandro (CE), ai danni di un 70/enne del posto, imprenditore, a cui venne imposto di pagare la somma di 5 milioni delle vecchie lire. Il provvedimento è stato notificato all’esito della procedura di estradizione, attivata unitamente a personale del locale Commissariato di P.S., con la Spagna (ove e’ stato tratto in arresto, latitante, in data 07.04.2004). L’arrestato, pertanto, è stato accompagnato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e posto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Prima del suo famoso arresto avvenuto in Spagna dove si rifugiava da anni per la sua latitanza, Di Lorenzo si era reso irreperibile e latitante in quanto sul suo capo gravava la una pena definitiva da scontare pari a circa 16 anni. Di Lorenzo ha trascorso in territorio iberico circa due anni di detenzione, per poi essere estradato in Italia. Ed è proprio nella procedura della estradizione che l’avvocato Zannini ha individuato la consumazione di un vizio procedurale che di fatto consentì a Di Lorenzo di essere rimesso in libertà. Storico appartenente al clan degli Esposito di Sessa Aurunca, Di Lorenzo ha assunto storicamente un ruolo apicale nella gestione degli affari illeciti posti in essere con il clan federato dei La Torre di Mondragone, all’epoca capeggiato da Augusto La Torre, oggi divenuto collaboratore di giustizia. Sul suo conto si annoverano numerose condanne per i reati tipici della criminalità organizzata e tra questi porto e detenzione di armi, concorso in estorsione condanne per partecipazione alla associazione mafiosa del clan Esposito.

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