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PIEDIMONTE MATESE / ALIFE – Minacce, danneggiamento, lesioni personali e spaccio di droga: sei indagati. C’è anche un famoso commerciante Alife

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PIEDIMONTE MATESE / ALIFE – Minacce, danneggiamento, lesioni personali e spaccio di droga: sei indagati. C’è anche un famoso commerciante Alife. Sono stati notificati gli avvisi di garanzia alle persone coinvolte nei fatti contro cui la Procura intende arrivare al processo. Tre dei sei indagati sono accusati di minacce, danneggiamento e lesioni personali; il resto del gruppo è accusato di spaccio di cocaina. I fatti prendono avvio nel 2011 e vedono come vittima un commerciante di Gioia Sannitica – Nicola Marinelli – al quale, in poco tempo vengono danneggiate alcune proprietà. L’ultimo episodio, quello più grave, si registra il 4 giugno 2011 quando una rudimentale bomba fa esplodere una casa in legno del commerciante. L’attentato avviene in Piedimonte Matese, esattamente lungo via Canneto. Nello stesso periodo, un’altra persona viene minacciata e picchiata, sempre in circostanze poco chiare. I carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese, guidati dal capitano Falso, avviano una serie di indagini e individuano un gruppo di tre persone, ritenute responsabili di tali fatti: Annibale Catalano, Antonio Corrado e Arman Aurel Vlad, tutti di Alife. Durante le intercettazioni e i pedinamenti, i carabinieri scoprono anche che l’immigrato romeno – Arman – non disdegna lo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina. Seguendo questa pista individuano altre tre figure ritenute, dalla Procura, anche loro responsabili di spaccio di cocaina: Giuseppe Leggiero di Piedimonte Matese, Antonio Russo di Castello Matese e Camillo Giammatteo di Alife. Per i sei indagati, proprio in questi giorno, sono arrivati gli avvisi di garanzia. Ora, nei loro confronti potrebbe scattare il processo a meno che le persone coinvolte nei fatti non riescono a dimostrare, già in questa fase, la loro estraneità alle accuse contestate.

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