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Piedimonte Matese – Così il ministro Gelmini mi ha distrutto la vita

piedimonte matese. La riforma voluta dal ministro Gelmini trasforma  un precario in disperato. Una legge che, praticamente, ha negato il lavoro a tanti che, nonostante la loro precarietà, trovavano, ogni anno, l’occupazione con la quale davano dignità alla propria esistenza. Drammatico il caso di Vincenzo La Motta. Cinquant’anni, ex collaboratore scolastico, felicemente sposato, tre anni fa, proprio a causa della riforma Gelmini, si ritrova senza lavoro. In poco tempo la sua vita cambia. Arriva prima Equitalia per tasse non pagate, poi qualche banca e alcuni creditori. In poco tempo la sua unica proprietà – una villetta nel centro del paese – finisce ipotecata e poi venduta all’asta. Il suo matrimonio in pochi mesi va a rotoli.
L’uomo si ritrova solo, con la madre totalmente invalida da accudire. Anche lui, dopo un grave incidente stradale  resta invalido al 68%. “La mia storia – precisa La Motta – è una tipica storia italiana, mi è mi è stato tolto il diritto di lavorare  e  per questo valido motivo non ho potuto adempiere al dovere, di pagare le tasse e altro. Come si può pretendere di fare il dovere quando ti negano il tuo diritto costituzionale, quanto ti lasciano senza lavoro?”.  L’ex collaboratore scolastico ha subito l’intera proceduta di vendita della sua casa senza un’assistenza legale. “Tutta la procedura è stata svolta con tante anomalia e con probabili abusi – precisa La Motta – dato che non ho un avvocato. Il ricavato  della vendita è stato superiore alle spettanze dei creditori, ma dopo un anno mi è stato restituito nulla. Una cosa è certa la giustizia è per i ricchi e i potenti e non per noi uomini semplice”. Ma i problemi per il 50enne non sono finiti; infatti da qualche tempo è “abusivo” nella sua stessa casa visto che il nuovo proprietario vuole  che lasci libero l’immobile. La madre, invalida al 100%, sembra decisa a vivere gli ultimi giorni della propria esistenza nella casa che ha costruito con enormi sacrifici. Da giovane, appena sposata, emigrò in Germania con il marito e dopo anni di duro lavoro ritornò in paese dove realizzò il sogno della sua vita: una casa che ora gli hanno portato via. Non manca il sostegno di tanti vicini che collaborano, come possono, con Vincenzo. Anche l’amministrazione comunale si è interessata, in più occasioni,  alla vicenda. “Un caso incredibile – precisa il sindaco Vincenzo Cappello – quello di La Motta. La nostra amministrazione, nell’ambito delle politiche sociali, è  corsa più volte in suo aiuto. Nei prossimi giorni sarà nostro impegno saldare fatture scadute relative alla fornitura di energia elettrica. Situazioni come queste, non solo nel Matese, sono oramai all’ordine del giorno. Da noi almeno – conclude Cappello – esiste ancora la solidarietà

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