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Caserta – La strada si sgretola, il Comune non riesce a metterci una pezza e dice: “meglio se ci denunciate”

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CASERTA (di Nando Silvestri) –   “Cosa succede? Cosa succede in città? C’è qualche cosa che non va. Guarda là che confusione”. Così cantava qualche tempo fa Vasco Rossi in un celeberrimo brano ancora attuale e colmo di spunti di riflessione. A Caserta succede che le strade vanno letteralmente “a fondo” mentre il Comune si illude prima di poterle ripristinare con qualche rappezzo e poi ci rinuncia sobillando i cittadini contro se stesso. Sulla politica malandata e sui conti che non tornano mai, pezze e toppe di fine mandato sono sempre soluzioni a portata di mano e a buon mercato, si sa. Ma, di fronte ai profondi solchi dell’ oramai sgretolata via D’Errico della frazione Casolla di Caserta gli operai del Comune di Caserta, appositamente inviati per appianare il manto stradale il 27 ottobre scorso, hanno dovuto fare dietrofront. Anche perché sarebbero caduti ferendosi gravemente se fossero andati avanti. Impossibilitati ad intervenire attivamente, manovali e tecnici spediti sul posto dalle maestranze comunali hanno subito avvertito i funzionari dell’amministrazione municipale informandoli dell’inattuabilità pratica dell’intervento di ricostruzione. L’aspetto più bizzarro della vicenda è che gli stessi operatori comunali,  in seguito alla segnalazione sono stati  istruiti dal Comune a suggerire agli abitanti del luogo di raccogliere le firme necessarie a sporgere denunzia nei confronti del municipio stesso. Quando si dice  “darsi la zappa sui piedi propri”. “Succede solo a Caserta”, fa sapere l’architetto Domenico Rossi, cittadino casertano residente in via D’Errico, presente al triste requiem degli addetti comunali. Il cittadino, letteralmente spiazzato dall’orientamento istituzionale locale unitamente ai furiosi abitanti del luogo, rende noto che lo sbriciolamento progressivo della strada in oggetto provoca in chiunque lo percorra in auto o a piedi la sgradevole sensazione di sprofondare nel vuoto da anni.  Per chi lo ignorasse, la popolosa frazione di Casolla di Caserta, oltre a rappresentare un ricco e privilegiato serbatoio di voti per le ambizioni di partiti di maggioranza, liste civiche e coalizioni è la più bistrattata delle frazioni di Caserta. Lo sa bene e lo sottolinea l’architetto Rossi che esegue a proprie spese, assieme ai suoi vicini la periodica pulizia delle strade, il decespugliamento, la manutenzione di rovi e attigui alvei viari, sempre imbrattati da materiali di risulta. Per l’esecuzione dei suddetti interventi la popolazione di Casolla si è equipaggiata con una serie di attrezzi e presidi autonomi, ispirandosi ai più sfortunati cittadini genovesi, soprattutto per fare fronte alla grande massa di frantumi che la pioggia riversa nella strada durante le ricorrenti esondazioni. L’acqua piovana, spiega il dottor Rossi, transita sulla strada con violenza inaudita giovandosi della pendenza del sito, dell’assenza di un sistema fognario e della carenza di infrastrutture drenanti di base, sino a scavare nella strada suddetta dei veri e propri canyon. Del resto, spiega l’architetto, è noto agli internauti un video eloquente postato su Youtube che mostra senza veli il triste destino di via D’Errico, trasformata durante le precipitazioni, in una gola di un fiume  che evoca in miniatura quella del Colorado. “Il manto stradale, ridotto oramai ad un lontano e nostalgico ricordo per quanto concerne via D’Errico, è invece perfettamente integro e ancorato solo in un settore circoscritto di Casolla, quello dove si dice dimori un membro dell’amministrazione comunale. Questa è la lamentela prevalente che trapela da indiscrezioni radicate nel  suggestivo borgo, un tempo lontano votato all’estrazione di colla dal grasso animale. “In ogni caso”, conclude l’architetto, “se le istituzioni non si sono fatte vive sino ad ora, neppure le aspetteremo d’ora in avanti per la loro stessa incolumità. In verità non vorremmo perdessero l’equilibrio ruzzolando precipitosamente nei vari incavi sfaldati della strada. Rischieremmo di venire obbligati a pagare una Tasi straordinaria destinata alle cure e al risarcimento di questi galantuomini”.

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un commento

  1. La destra di Cosentino ha fatto strame del buon governo a Caserta e provincia.

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