Ultim'ora
foto di repertorio

GIOIA SANNITICA – Scandalo Foreste Molisane, Gravante seppelliva ogni cosa: anche intere partite di latte già imbottigliato

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

scavi_forestale-gioia-sannitica

GIOIA SANNITICA – Intere partite di l atte già imbottigliate venivano sepolte sotto terra, quando dopo la scedenza non finivano sul mercato. Lo confermerebbero i primi scavi che stanno riportando alla luce bottiglie piene di un liquido bianco (presumibilmente latte) ancora perfettamente sigillate. Saranno le successive analise a stabilire se quello è latte oppure no. Potrebbe essere la prova ulteriore che Gravante smaltiva i rifiuti senza alcun rispetto della norma. Sarebbe costato troppo smaltire quel latte come previsto dalla legge, meglio scavare una buca e seppellire ogni cosa.
Ma le ruspe della Procura stanno portando alla luce anche altro: oltre alla plastica anche vetro, ferro, gomme, materiali di risulta  e qualche carcassa di animale, probabilmente morto negli allevamenti e quindi “smaltito” secondo il “metodo”  Gravante. Lo scandalo delle Foreste Molisane porta alla luce un sistema collaudato per lo smaltimento illecito dei rifiuti: tutto quello che poteva essere seppellito veniva interrato, il resto bruciato, mentre tutto quello che era liquido finiva nel fiume Volturno. Un comodo sversatoio per coloro che hanno un uinico “dio”: il denaro e che per esso non esitano ad avvelenare anche il futuro dei loro figli e dei loro nipoti.
«Non ne potevo più di vedere violentata così quella terra dove si produceva il latte che bevevano tanti bambini» avrebbe esordito nella sua autodenuncia il primo operaio presentatosi dai militari del Corpo Forestale. Quindici anni di inquinamento per risparmiare un milione di euro che, a quanto pare, non sarebbe stato impiegato per pagare nemmeno gli stipendi, visti i continui arretrati con i dipendenti. Una storia economica, quella del gruppo Gravante, iniziata dai fasti degli anni Ottanta nella filiera agricola e casearia e finita con il tracollo dell’impero economico di quella che è stata una delle più grandi realtà del Mezzogiorno. Prima il fallimento all’inizio dell’anno, ieri gli arresti domiciliari dell’ex ragioniere Gravante.
Eseguivano gli ordini dietro la scure del licenziamento, a malincuore, consapevoli che stavano commettendo un reato, ma quegli stipendi arretrati da incassare e il futuro incerto per le loro famiglie non gli consentivano di ribellarsi. Fin quando, la scorsa primavera, uno degli operai, visto anche il tracollo finanziario dell’azienda agricola, non ce l’ha fatta più e ha svelato gli inquietanti dettagli degli sversamenti illeciti agli uomini del comando provinciale di Caserta del Corpo Forestale guidato agli ordini dell’ingegner Michele Capasso. Così, da ieri, quel dipendente e gli altri due operai che hanno seguito lo stesso esempio per senso civico, sono indagati assieme al loro datore di lavoro, Giuseppe Gravante, 75 anni, patron di un’azienda agricola di Gioia Sannitica (la Nat.Alì) unico finito agli arresti domiciliari con l’accusa di estorsione e smaltimento illegale di rifiuti.  Una scelta difficile e coraggiosa quella dei tre dipendenti che soono andati  incontro ad un futuro ancora più nero, oltre ad essere destinatari di un indagine per atto dovuto a seguito della loro autodenuncia. Operai che cercano di sbarcare il lunario sostenuti da qualche aiuto familiare: sposati, con figli con un unico stipendio che entrava in casa. Il cosiddetto «re del latte» li costringeva, a smaltire in maniera illegale. Grazie a un sistema di pompe interrate e quindi non visibili, l’azienda smaltiva direttamente nel fiume Volturno i liquami del bestiame e i reflui provenienti dalla mungitura. I rifiuti provenienti dall’imbottigliamento del latte venivano bruciati e interrati, insieme anche alle carcasse di animali.

image_pdfGenera pdfimage_printStampa articolo

Guarda anche

Sparanise – Violento temporale, parte del paese allagato (il video)

Tempo di lettura stimato: < 1 minuto Sparanise – Alcune zone del paese sono state allagate, sommersi dalla pioggia che è caduta …

2 commenti

  1. Strano che le abbia seppellite e non riciclate e fatte bere ai bambini. Da un pezo di m…a simile ci si aspetta questo e peggio di peggio di questo.

    FORZA FIORILLO, DAI UNA MEDAGLIA AL GRANDE IMPRENDITORE!

    A voi politici basta uno che dice di essere un imprenditore più o meno losco, abbia una mercedes e due telefonini per piegarvi a novanta come tante raccoglitrici di riso…per non dire come p………e.

  2. Questa gentaglia andrebbe messa con la testa sotto i liquami!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Protezione anti-spam Scrivi il risultato dell'operazione: Tempo scaduto! Ricarica

Noi siamo Paesenews Giornale online magazine di terra di lavoro Siamo presenti su Facebook: la sede della nostra redazione si trova Vairano Scalo, Italia Il sito web e' curato da Staffiero Alessandro.