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ALIFE – Don Ovidio, il parroco amato dai fedeli ma non dal vescovo. A Totari è rivolta popolare: sono tutti dalla parte del prete colombiano

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ALIFE – Don Ovidio: il parroco al timone della parrocchia della frazione Totari che piace ai fedeli, ma non ai vescovi. Anzi, al vescovo della diocesi Alife – Caiazzo, Valentino Di Cerbo. Tanto risentito per le capacità del parroco latino americano di entrare così tanto in empatia con i fedeli dadecidere di rispedirlo nella sua terra natia, in Colombia. Nella frazione Totari sono praticamente tutti sul piede di guerra. In particolare, alcuni fedeli si sono mobilitati per cercare di convincere il vescovo a tornare sui suoi passi, ma ogni tentativo sembra aver avuto esito negativo. Ormai il vescovo pare aver deciso. Ed è per questo che nella frazione, se da un lato ci si rattrista perchè da qui a pochi giorni don Ovidio lascerà la guida della loro parrocchia, dall’altro si organizzano manifestazioni di ogni tipo che suonano come un vero e proprio tributo ad un prete – forse uno dei pochi in tutta la storia della vita parrocchiale locale – ad esser entrato in piena sintonia con la gente. Un parroco – dicono a Totari – che si è prodigato profondendo tutte le sue energie e il suo impegno per ristrutturare e abbellire  la chiesa della frazione e i locali della parrocchia. Ma non solo. Un parroco capace, attraverso la sua immensa capacità comunicativa, di avvicinare alla chiesa anche chi per anni da essa è stato distante anni luce. Un parroco  che è stato capace di portare la chiesa fuori dal palazzo portandola in mezzo alla gente, ai bisognosi, ai sofferenti, agli ammalati. Un parroco che ha semplicemente interpretato come meglio non si poteva il nuovo corso intrapreso da Papa Francesco che ha fornito l’esempio più autentico iniziando a donare al mistero della fede un volto sempre  più umano. Evidentemente, queste qualità al vescovo non devono essere piaciute granchè visto che – come riferiscono in paese – si è mostrato fin troppo intollerante verso quella serie di atteggiamenti con i quali il prete si è mosso in tutti questi anni. Sconfessando, in buona sostanza, le idee che la chiesa una volta per tutte dovrebbe iniziare a far proprie, specie in una fase storica così delicata nella quale anche le certezze più profonde lasciano sempre più spazio alla rassegnazione e allo smarrimento. Perchè – si chiedono in tanti – il vescovo invece di apprezzare le qualità del parroco che ha riportato entisiasmo ed ha avvicinato l’intera comunità alla chiesa, non esita a rispedirlo in Colombia?

 

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La circostanza curiosa

Molte volte, tuttavia, le cose apparentemente inspeiegabili, trovano chiavi di lettura ben più semplici di quanto si possa immaginare. Non sarà forse che la decisione di allontanare don Ovidio da Totari sia legata soltanto marginalmente a cause ideologiche, ma abbia invece molto a che vedere con circostanze ben più materialistiche rispetto a quanto si possa pensare? C’è un episodio che sembra infatti giocare un ruolo chiave in tutta questa faccenda: la fuga di molti fedeli da Ruviano verso Totari perchè anche loro conquistati dalle capacità comunicative di don Ovidio. E  al timone della parrocchia di Ruviano c’è un certo don Lucio d’Abbraccio. Guarda caso, ex segretario del vescovo Di Cerbo. Sarà solo una coincidenza?

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un commento

  1. finalmente un po di chiarezza… bravo Don Ovidio non mollare mai .
    e complimenti a paese news per l’ottimo servizio.

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