Ultim'ora

PIETRAVAIRANO – Processo tangenti in comune, udienza “anonima”. Si torna in aula per fine mese

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

pietravairano-comune

PIETRAVAIRANO – Appalti e tangenti, il processo di primo grado sul caso Longa Manus si avvia verso la sentenza. Pochi giorni fa c’è stata l’ultima udienza che potrebbe essere definita “anonima”. Hanno parlato alcuni testimoni della difesa dell’ex sindaco Dario Rotondo. Non sarebbero emersi però particolari significativi. Si dovrebbe tornare in aula pere la fine di questo mese quando saranno ascoltati altri testimoni.   Il processo si snoda sui fatti che circa sei anni fa portano all’arresto dell’ex sindaco Dario Rotondo e di alcuni suoi assessori, tecnici e imprenditori. La Cassazione, inoltre, ha accolto anche il ricorso della Procura in merito alla posizione processuale dell’ex sindaco Dario Rotondo, dell’ex assessore Enzo Del Sesto e degli imprenditori Giovanni Zagaria e Gennaro Di Bello. Nei loro confronti la Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura, ha stabilito che il Gup dovrà rivalutare la precedente decisione – quella assunta circa un anno fa – con cui venivano scagionati da alcuni reati minori all’interno della stessa vicenda. Secondo la Procura e secondo i giudici del riesame che hanno confermato successivamente l’impianto accusatorio, nei confronti delle 29 persone indagate ci sono diverse accuse fra cui spicca l’ipotesi di reato per “associazione a delinquere”, “concussione”, “corruzione”, “turbativa d’asta”, “truffa ai danni dello Stato”, “falso”, “abuso d’ufficio” e “incendio”. Secondo l’accusa Rotondo e Del Sesto avevano messo in piedi un sistema per pilotare le gare d’appalto dell’ente in favore delle due ditte dell’Agro Aversano, Di Bello e Zagaria. L’imprenditore Cerbo, invece,   provvedeva a monetizzare le tangenti. I tecnici Panarello e Di Duca avrebbero favorito, dirigendo numerosi lavori, le ditte evitando alle stesse “problemi” con il comune. Le indagini sono scattate nel 2007 e hanno tratto origine da una denuncia di un imprenditore che, nel rappresentare fatti circostanziati aventi ad oggetto richieste di “contributi” a fronte dell’affidamento di lavori pubblici da parte del comune di Pietravairano. Intanto, nel processo Longa Manus esiste già una condanna definitiva, quella inflitta all’ingegnere Giuseppe Panarello a cui la Cassazione ha confermato la condanna inflitta dai giudici dell’appello. Panarello è la prima figura del gruppo di persone coinvolte nella vicenda a chiudere la propria posizione; inoltre è l’unica che finora avrebbe ammesso parte delle proprie colpe, giustificando però il proprio comportamento con l’impossibilità di agire diversamente. Insomma, Panarello era costretto a comportarsi in quel modo per poter lavorare. Panarello, secondo l’accusa, insieme ad altri due colleghi, Giuseppe Di Duca e Valerio Mortellaro, faceva parte di quel sistema che è stato denominato “Diga”, una sorta di misura di prevenzione che i tre si affrettavano a prendere per impedire l’accesso di altre società o ditte negli appalti del comune e dunque proteggere gli affari di quelle uniche ditte che si aggiudicavano gli appalti attraverso un sistema davvero farraginoso e diabolico. La “diga”, secondo l’accusa, era uno sbarramento attuato dai tre tecnici, tra cui Panarello, per proteggere il sistema che gli amministratori, collusi con gli imprenditori corruttori, avevano attuato per mettere le mani sulla pioggia dei milioni di euro che arrivavano per i lavori pubblici. Per rifare le strade per ristrutturare edifici e scuole comunali per gli impianti di illuminazione e quant’altro pur arrivando le richieste di partecipazione di numerose altre ditte erano sempre quelle di Zagaria e Di Bello ad aggiudicarsi i lavori. Ciò avveniva con un sistema illegale messo in moto dai sodali che di fatto impediva l’accesso ad altre imprese reali, mentre per le gare d’appalto facevano passare proposte fittizie, offerte provenienti da società che sono poi risultate inesistenti a seguito dei controlli della GdF.

 

image_pdfGenera pdfimage_printStampa articolo

Guarda anche

DRAGONI / ALIFE – INSEGNANTE STRONCATA DAL MALE DEL SECOLO, DUE COMUNITÀ IN LUTTO

Tempo di lettura stimato: < 1 minuto DRAGONI / ALIFE – Ha perso la sua battaglia contro il cancro Ilaria Farina, insegnante …

5 commenti

  1. Ad oggi non e’ cambiato molto.bisognerebbe dar vita a un longa manus 2

  2. …Bruxelles ma cosa vorresti dire??? Pensi che anche oggi si stiano facendo impicci? Non credo proprio! Il Sindaco lo ritengo una persona seria..viene dalla scuola del padre…un ottimo amministratore del quale non si è mai sentito dire nulla a suo carico…Il primo cittadino e circondato da uomini seri ed altruisti, non penserebbero mai ai propri interessi o dei familiari…!!!
    Comunque Bruxelles per fare quest’affermazione avrai notizie certe..!!! illuminaci a noi tutti…..

  3. Proprio perché viene dalla scuola del padre………. Sa bene il fatto suo……. Quelli di prima erano piscitelli e cannucce a confronto e Sti marpioni……………….chi sa giudichi……..

  4. Il problema e che non ci sono i soldi longa manus 2 non arriverà mai perché i comuni non hanno più soldi per fare nulla. L’amministrazione Rotondo aveva ottenuto numeri milioni di euro….ora mi chiedo dove sono stati spedi tutti quei soldi???Oppure dove sono andati a finire? Nelle tasche di chi? Chi ha sbagliato la deve pagare fino all’ultimo senza pietà….ma devono dare in dietro i soldi che si sono rubati tutti fino all’ultimo centesimo perché ci sono prove e intercettazioni, quindi non venitemi a dire che non è vero.

  5. L’ex era un signore rispetto a costoro che lanciano la pietra e nascondono la mano…si vendono ma non sono stati loro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Protezione anti-spam Scrivi il risultato dell'operazione: Tempo scaduto! Ricarica

Noi siamo Paesenews Giornale online magazine di terra di lavoro Siamo presenti su Facebook: la sede della nostra redazione si trova Vairano Scalo, Italia Il sito web e' curato da Staffiero Alessandro.