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Teano – Omicidio Mollicone, ecco le lettere che hanno riaperto il caso

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teano. La trasmissione di Rai3 chi l’ha visto? si è interessato del caso dell’omicidio di Serena Mollicone. In onda, ieri sera, un ampio servizio sulla vicenda che coinvolge due persone di Teano: l’ex maresciallo Franco Mottola e suo figlio Marco.
Intanto il paese è scosso dalla vicenda e la speranza di molti è che presto la famiglia Mottola possa chiarire la propria posizione e l’eventuale estranietà alle accuse mosse.
Dopo dieci anni potrebbe esserci la svolta nel caso dell’omicidio di Serena Mollicone, la ragazza scomparsa il primo giugno del 2001 ad Arce (Frosinone) e ritrovata morta due giorni dopo in un bosco. Sono indagati il suo ex fidanzato Michele Fioretti, la madre di lui Rosina Partigianoni, l’ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, suo figlio Marco e un altro carabiniere, Francesco Suprano. Le accuse per i cinque sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Dopo dieci anni di misteri uno dei casi irrisolti piu’ famosi degli ultimi anni potrebbe arrivare a una conclusione. Quattro uomini e una donna con le ipotesi di reato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Tutti e cinque gli indagati saranno sottoposti al test del Dna. Nel mirino degli inquirenti ci sono l’ex fidanzato Michele Fioretti e sua madre Rosina Partigianoni. Gia’ a marzo scorso le indagini aveva avuto un nuovo impulso. Due lettere anonime recapitate al quotidiano la Provincia avevano fatto riaprire il caso dell’omicidio L’anonimo scrittore aveva riportati un lungo elenco di verifiche, di imput, di motivazioni che spinsero la procura della Repubblica a riaprire il caso.
Le lettere
In perfetto italiano ed evidenziando una conoscenza quasi perfetta delle tecniche investigative, lo sconosciuto scrittore, descriveva una presunta scena del crimine. “Gentile Nicoletti e gentile Procuratore Mercone, sono la persona che a suo tempo mando’ gli sms alla trasmissione “Chi l’ha visto?” sul caso di Serena Mollicone. Colgo l’occasione per dire che non appartengo alle forze del ordine. Preciso anche che a parte gli sms non ho inviato lettere anonime , quindi se c’e’ qualche “corvo” non sono io. Non mi spinge ne il desiderio di apparire ne l’essere mitomane, ho solo fatto una personale “contro-inchiesta””. Otto pagine di deduzioni e poi la parte finale che “Si e’ sempre ritenuto che Serena sia stata uccisa quasi senza volerlo – prosegue lo scritto anonimo -, un colpo alla testa ricevuto durante una discussione. Mi permetto di dire che non sono d’accordo: a mio avviso Serena e’ stata legata quando era ancora viva e tenuta ferma per molte ore fino alla tarda serata del 01 giugno 2001. L’esame autoptico sostiene che la ragazza non puo’ essere stata immobilizzata dopo morta, ma ci sono evidenze oggettive che mi lasciano perplesso: dalle foto scattate durante lo svolgimento dell’esame esterno del corpo non si puo’ escludere che sia stata legata da viva, e nulla dimostra il taglio senza sangue visto che non e’ collegabile dal punto di vista cronologico e non dimentichiamo che l’azione emostatica delle legature ha modificato la dinamica del irrorazione di sangue delle zone soggette a legatura. Come si spiega la legatura ai polsi? Non sono legati solo i polsi, la legatura arriva fino a meta’ della mano quasi ad impedire a Serena di far leva sulle mani. Come spiegare le legature con il fil di ferro? Serena potrebbe essersi liberata una prima volta dalla legatura fatta solo di nastro adesivo, forse sfregando sul cemento e per non correre rischi l’assassino ha rinforzato le legature con il fil di ferro. Prova di un tentativo di fuga puo’ essere la foglia sotto il calzino destro. Serena ha le caviglie libere e, facendo leva con i piedi, riesce a muoversi, non e’ un caso che la foglia sia sotto il calzino destro. Serena usa il piede destro, il suo lato forte, per fare leva e nel far cio’ perde la scarpa. Non dimentichiamo che Serena faceva nuoto e aveva forza nelle gambe e nelle braccia. Si alza e prova a scappare ma viene fermata e la legatura rinforzata. Tutto cio’ potrebbe essere accaduto nel ex carcere di Arce e penso questo perche’ sia il corpo e sia la testa di Serena sono bagnati. Serena e’ stata sotto la pioggia ma non a Fontecupa, se cosi fosse stato che senso avrebbe avuto metterle la busta sulla testa? Quindi il luogo dove e’ stata tenuta legata e’ un luogo dove pioveva ma con un pavimento lo dimostra l’assenza di erba e altro sul nastro adesivo. Inoltre se l’assassino temeva che Serena potesse rompere il nastro adesivo con lo sfregamento e’ ovvio che ci dovesse essere una superficie sulla quale sfregare, tipo cemento. L’assassino temeva che dagli accertamenti autoptici potesse emergere che Serena era stata legata, viva e vegeta, per molte ore. L’assassino non voleva si cercasse il luogo dove Serena poteva essere stata nascosta e’ dove poi e’ stata colpita quando impossibile a fuggire era stesa a terra. La mia ipotesi si regge su alcuni particolari emersi dopo l’esame autoptico: sui vestiti di Serena non c’e’ sangue.
Inoltre il colpo e’ stato dato dal alto verso il basso quando Serena era stesa a terra. Per questo motivo non c’e’ traccia di sangue sugli abiti. L’assassino potrebbe aver tenuto legata Serena per ore in attesa di decidere cosa fare”. L’autore della lettera a questo punto entra nello specifico ipotizzando anche il modus operandi dell’assassino: “Prima viene stordita con un colpo secco e poi viene soffocata mediante occlusione delle vie respiratorie. L’assassino ha scelto questo perche’ gli permette di evitare il principio di Locard; In secondo luogo questa tecnica rendera’ difficile stabilire l’ora della morte. Questo gli consente di avere un alibi perfetto”.

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