La tragica e atroce vicenda accadde circa un anno fa a Paupisi, piccolo centro nel cuore del Sannio, in provincia di Benevento, non lontano dal confine con la provincia di Caserta. Salvatore Ocone, 59 anni, uccis la moglie Elisa, 49 anni, ed il figlio Cosimo di 15 anni, ferendo gravemente l’altra figlia Antonia di 17 anni. L’arma del delitto fu una grossa pietra. A conclusione del processo di primo grado i giudici del Tribunale di Benevento hanno condannato l’uomo alla pena dell’ergastolo.
Quella mattina, Salvatore Ocone uccise nel sonno la moglie, Elisa Polcino, con un masso pesante quasi sette chili. Poi colpì i due figli, il più piccolo, Cosimo, di 15 anni, e la secondogenita. Li trascinò giù per le scale e dopo averli caricati entrambi in auto si diede a una fuga disperata durata quasi dodici ore.
I carabinieri l’avrebbero poi ritrovato in una strada rurale di Ferrazzano, vicino a Campobasso. Era ancora in auto con i figli. Cosimo ormai privo di vita, la ragazza (allora sedicenne) svenuta, ma respirava ancora. Da allora e fino allo scorso marzo Antonia è stata affidata alle cure della clinica Neuromed di Pozzilli (provincia di Isernia).
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