Studentessa trovata morta in casa, alcune cose non quadrano. Lascia una bimba

E’ un mistero autentico, quello legato alla improvvisa morte di una giovane studentessa iraniana, sposata con un ingegnere iraniano. Aveva una bambina di pochi anni alla quale era legatissima e amava profondamente. I due erano in casa, lui esce e raggiunge la scuola, preleva la bimba e la riporta a casa, apre la porta e trova la moglie riversa sul pavimento, senza vita. Cosa è accaduto nel breve tempo in cui il marito è mancato (poco più di un’ora)?
Fatemeh Khoshyom, studentessa universitaria iraniana di appena 30 anni e madre di una bambina, è stata trovata senza vita lunedì pomeriggio nel suo appartamento a Cassino, riversa sul pavimento della camera da letto. A scoprirla è stato il marito, tornato a casa dopo essere andato a prendere la figlia a scuola.
L’ipotesi più probabile appare essere quella di un gesto volontario attuato dalla donna. Ad imporre prudenza, però, alcuni dettagli della scena dei fatti. L’appartamento è stato trovato chiuso dall’interno, senza segni di effrazione. Accanto al corpo c’era un foulard, e sul collo della donna sono stati rilevati segni compatibili con uno strangolamento. Nella stanza, però, non c’erano né sgabelli né sedie: elementi che gli investigatori della Squadra Mobile dovranno leggere anche alla luce dell’esame autoptico. Sul caso la Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, affidato alla sostituta procuratrice Chiara D’Orefice. Un atto dovuto, che non significa affatto che ci sia un assassino da cercare. La parola decisiva spetta ora alla scienza. L’autopsia, eseguita dal professor Fabio De Giorgio, ha offerto primi riscontri ancora ufficiosi, compatibili con l’ipotesi del suicidio. Ma saranno gli esami di laboratorio e la relazione medico-legale a consegnare agli inquirenti il quadro definitivo

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