Piedimonte Matese / Avellino – Il senatore Antonio Misiani, membro del gruppo PD-IDP, Vicepresidente della 5ª Commissione permanente (Bilancio), ha presentato una interrogazione parlamentare sul caso Menarini Seri Industrial e sulla crisi che pesa su centinaia di lavoratori del settore. Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali, il senatore scrive:
“… il settore della produzione di autobus destinati al trasporto pubblico locale in Italia attraversa da anni una fase di progressivo indebolimento industriale, caratterizzata dalla riduzione della capacità produttiva nazionale e dalla crescente presenza di operatori esteri nel mercato interno;
il 2025 ha rappresentato per il mercato italiano un anno di contrazione dell’immatricolazione di autobus (oltre 3,5 tonnellate), con 5.504 unità immatricolate rispetto alle 6.551 del 2024 (16 per cento in meno). Come riportato da ANFIA, il settore registra un calo significativo rispetto a un 2024 particolarmente positivo. A tal riguardo, poi, la composizione del mercato evidenzia ancora una forte presenza del diesel (48,8 per cento), mentre gli autobus elettrici raggiungono il 25 per cento con una crescita del 16,4 per cento rispetto al 2024. Tra i costruttori si conferma la leadership di Iveco con il 47,3 per cento del mercato, mentre la restante quota è occupata principalmente da produttori esteri e, in questo contesto, Menarini S.p.A. registra nel 2025 una quota di mercato pari al 3,2 per cento, in calo rispetto al 4,8 per cento del 2024;
Menarini, nel corso del 2025, presso lo stabilimento di Flumeri (Avellino), a fronte di una capacità produttiva disponibile di 1.500 autobus annui, ha assemblato complessivamente circa 365 autobus, evidenziando il forte sottoutilizzo della capacità produttiva e la distanza tra le potenzialità industriali degli stabilimenti e i livelli effettivi di produzione;
a partire dal 9 febbraio 2026, lo stabilimento di Flumeri si trova di fatto fermo per mancanza di commesse e oltre 430 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento sono stati avviati alla cassa integrazione per una durata di 13 settimane, con gravi conseguenze sul piano occupazionale e sul reddito delle famiglie dell’intera area dell’Irpinia;
considerato che: il 27 gennaio 2025 il Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso si è recato personalmente presso lo stabilimento irpino in occasione della presentazione del piano industriale dell’amministratore delegato di SERI industrial, Vittorio Civitillo (proprietario dell’azienda dopo la fuoriuscita dalla compagine societaria dei turchi di Karsan, di Leonardo e di Invitalia), definendo pubblicamente l’operazione “un grande successo”, annunciando nuovi investimenti e nuove assunzioni grazie alla partnership con il gruppo cinese Geely (entrato con una quota del 25 per cento della proprietà con compiti di fornitura di componentistica) e assicurando che “il Governo terrà accesi i fari sulla gestione del piano di rilancio”;
in occasione dell’incontro il Ministro, anche a seguito delle sollecitazioni delle organizzazioni sindacali che avevano chiesto un confronto preventivo al Ministero delle imprese e del made in Italy prima della visita allo stabilimento, ha convocato per il successivo 10 febbraio 2025 un tavolo di confronto con i rappresentanti dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e degli enti locali. L’annuncio, tuttavia, non ha trovato alcun effettivo riscontro dal momento che il piano industriale non è mai decollato, le commesse sono rimaste assenti e lo stabilimento è oggi in una condizione di crisi acuta;
le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM della provincia di Avellino hanno segnalato in più sedi la sussistenza di gare pubbliche già espletate e vinte da Menarini, i cui ordini tuttavia non sono stati trasmessi allo stabilimento, determinando un aggravamento della mancanza di commesse che avrebbe potuto e dovuto essere evitato con un’adeguata azione di coordinamento istituzionale;
rilevato che: nel 2025 il segmento degli autobus elettrici ha raggiunto il 25 per cento del mercato italiano con una crescita del 16,4 per cento rispetto all’anno precedente, rendendo evidente che la transizione ecologica del trasporto pubblico locale costituisce una domanda strutturale e crescente che offre concrete possibilità di sviluppo industriale;
la scarsa programmazione pluriennale delle gare per il rinnovo del parco autobus pubblico nazionale priva i produttori nazionali della possibilità di pianificare investimenti, assunzioni e cicli produttivi con adeguata certezza e continuità;
lo stabilimento di Flumeri, se adeguatamente supportato, potrebbe candidarsi a diventare un polo nazionale della mobilità sostenibile, mentre la perdurante assenza di una politica industriale di settore rischia di vanificare tali potenzialità a vantaggio di produttori esteri;
le organizzazioni sindacali citate e i sindaci della provincia hanno sottolineato che il rilancio dello stabilimento di Flumeri non può prescindere dalla costruzione di una filiera industriale stabile nella valle Ufita sollecitando nuovamente la convocazione di un tavolo nazionale presso il Ministero finalizzato alla definizione di impegni vincolanti su investimenti, produzione, occupazione e sviluppo della filiera industriale nazionale,
si chiede di sapere: se il Ministro delle imprese sia a conoscenza della situazione, con specifico riferimento alle cause della mancanza di commesse che ha determinato il ricorso alla cassa integrazione per oltre 430 lavoratrici e lavoratori a partire dal 9 febbraio 2026, e quali azioni concrete abbia intrapreso o intenda intraprendere per garantire la ripresa della continuità produttiva dello stabilimento;
se intenda finalmente procedere all’immediata convocazione del tavolo nazionale presso il Ministero, come formalmente richiesto dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali, e se sia in grado di riferire su quali impegni vincolanti sia disposto ad assumere in tale sede in materia di investimenti, volumi produttivi e livelli occupazionali;
se intenda proporre, in raccordo con la Conferenza Stato-Regioni, una programmazione pluriennale stabile delle gare per il rinnovo del parco autobus pubblico nazionale, utile a garantire certezza degli investimenti agli operatori italiani del settore;
quali misure il Ministro del lavoro e delle politiche sociali intenda adottare a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori attualmente in cassa integrazione guadagni, con specifico riferimento all’attivazione di percorsi di formazione e riqualificazione professionale e all’eventuale proroga degli ammortizzatori sociali qualora la crisi produttiva dovesse protrarsi oltre il termine inizialmente previsto.
il 27 gennaio 2025 il Ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso si è recato personalmente presso lo stabilimento irpino in occasione della presentazione del piano industriale dell’amministratore delegato di SERI industrial, Vittorio Civitillo (proprietario dell’azienda dopo la fuoriuscita dalla compagine societaria dei turchi di Karsan, di Leonardo e di Invitalia), definendo pubblicamente l’operazione “un grande successo”, annunciando nuovi investimenti e nuove assunzioni grazie alla partnership con il gruppo cinese Geely (entrato con una quota del 25 per cento della proprietà con compiti di fornitura di componentistica) e assicurando che “il Governo terrà accesi i fari sulla gestione del piano di rilancio”;
in occasione dell’incontro il Ministro, anche a seguito delle sollecitazioni delle organizzazioni sindacali che avevano chiesto un confronto preventivo al Ministero delle imprese e del made in Italy prima della visita allo stabilimento, ha convocato per il successivo 10 febbraio 2025 un tavolo di confronto con i rappresentanti dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e degli enti locali. L’annuncio, tuttavia, non ha trovato alcun effettivo riscontro dal momento che il piano industriale non è mai decollato, le commesse sono rimaste assenti e lo stabilimento è oggi in una condizione di crisi acuta;
le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM della provincia di Avellino hanno segnalato in più sedi la sussistenza di gare pubbliche già espletate e vinte da Menarini, i cui ordini tuttavia non sono stati trasmessi allo stabilimento, determinando un aggravamento della mancanza di commesse che avrebbe potuto e dovuto essere evitato con un’adeguata azione di coordinamento istituzionale;
rilevato che:
nel 2025 il segmento degli autobus elettrici ha raggiunto il 25 per cento del mercato italiano con una crescita del 16,4 per cento rispetto all’anno precedente, rendendo evidente che la transizione ecologica del trasporto pubblico locale costituisce una domanda strutturale e crescente che offre concrete possibilità di sviluppo industriale;
la scarsa programmazione pluriennale delle gare per il rinnovo del parco autobus pubblico nazionale priva i produttori nazionali della possibilità di pianificare investimenti, assunzioni e cicli produttivi con adeguata certezza e continuità;
lo stabilimento di Flumeri, se adeguatamente supportato, potrebbe candidarsi a diventare un polo nazionale della mobilità sostenibile, mentre la perdurante assenza di una politica industriale di settore rischia di vanificare tali potenzialità a vantaggio di produttori esteri;
le organizzazioni sindacali citate e i sindaci della provincia hanno sottolineato che il rilancio dello stabilimento di Flumeri non può prescindere dalla costruzione di una filiera industriale stabile nella valle Ufita sollecitando nuovamente la convocazione di un tavolo nazionale presso il Ministero finalizzato alla definizione di impegni vincolanti su investimenti, produzione, occupazione e sviluppo della filiera industriale nazionale,
si chiede di sapere:
se il Ministro delle imprese sia a conoscenza della situazione, con specifico riferimento alle cause della mancanza di commesse che ha determinato il ricorso alla cassa integrazione per oltre 430 lavoratrici e lavoratori a partire dal 9 febbraio 2026, e quali azioni concrete abbia intrapreso o intenda intraprendere per garantire la ripresa della continuità produttiva dello stabilimento;
se intenda finalmente procedere all’immediata convocazione del tavolo nazionale presso il Ministero, come formalmente richiesto dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali, e se sia in grado di riferire su quali impegni vincolanti sia disposto ad assumere in tale sede in materia di investimenti, volumi produttivi e livelli occupazionali;
se intenda proporre, in raccordo con la Conferenza Stato-Regioni, una programmazione pluriennale stabile delle gare per il rinnovo del parco autobus pubblico nazionale, utile a garantire certezza degli investimenti agli operatori italiani del settore;
quali misure il Ministro del lavoro e delle politiche sociali intenda adottare a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori attualmente in cassa integrazione guadagni, con specifico riferimento all’attivazione di percorsi di formazione e riqualificazione professionale e all’eventuale proroga degli ammortizzatori sociali qualora la crisi produttiva dovesse protrarsi oltre il termine inizialmente previsto.
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