Piedimonte Matese / Santa Maria Capua Vetere – In relazione alle dichiarazioni recentemente rese dal sig. Vittorio Civitillo con riferimento alle iniziative giudiziarie promosse nell’interesse della London Financial Guarantees PLC nei confronti di società del Gruppo SERI, ritengo necessario formulare alcune precisazioni, esclusivamente a tutela della mia persona e della mia reputazione professionale. Non intendo entrare attraverso gli organi di informazione nel merito delle controversie giudiziarie in corso.
Le ragioni della mia assistita sono contenute negli atti depositati nelle competenti sedi giudiziarie e saranno valutate dai Giudici chiamati a pronunciarsi, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti. Ritengo invece necessario intervenire nel momento in cui la legittima difesa delle posizioni del Gruppo SERI viene trasformata in un attacco personale nei confronti del sottoscritto e della sua attività professionale.
Sono un avvocato incaricato di tutelare gli interessi di una società cliente. Non sono il titolare del credito oggetto della controversia, non sono personalmente destinatario delle somme eventualmente riconosciute alla London Financial Guarantees PLC e non perseguo alcun interesse personale nella vicenda.
Le iniziative giudiziarie intraprese sono state assunte nell’esclusivo interesse della società assistita, sulla base del mandato professionale ricevuto e mediante gli strumenti previsti dall’ordinamento.
Appare pertanto singolare che una controversia tra società venga costantemente personalizzata nei confronti del professionista che assiste una delle parti.
Nel corso della mia attività professionale ho avuto e continuo ad avere rapporti con imprese di rilevanti dimensioni, gruppi societari e società quotate.
In tali contesti è normale che il confronto avvenga tra professionisti: avvocati, consulenti e studi legali incaricati dalle rispettive parti, ciascuno dei quali rappresenta nelle sedi competenti le ragioni del proprio assistito.
È il terreno sul quale sono abituato a confrontarmi e che considero naturale in controversie societarie di questa importanza.
Nel caso di specie, invece, assisto ripetutamente a dichiarazioni pubbliche rese personalmente dal sig. Vittorio Civitillo, il quale non si limita ad esporre la posizione imprenditoriale del proprio Gruppo, ma formula valutazioni sull’attività professionale del sottoscritto, sulla correttezza delle iniziative giudiziarie intraprese e persino sulle finalità che avrebbero determinato tali iniziative.
Valutazioni che respingo integralmente, soprattutto per il fatto che chi le formula non ha competenze legali.
È stato inoltre affermato che il sottoscritto avrebbe ritenuto di dare ampia diffusione mediatica all’iniziativa giudiziaria e che la diffusione mediatica rappresenterebbe addirittura il reale obiettivo della stessa.
Tale ricostruzione non corrisponde ai fatti.
La notizia relativa al procedimento era stata autonomamente acquisita e verificata dagli organi di informazione presso le competenti sedi giudiziarie prima di qualsiasi interlocuzione con il sottoscritto.
Solo successivamente mi è stata richiesta una conferma circa l’iniziativa assunta dalla società assistita.
Dopo avere ricevuto espressa autorizzazione dal cliente, mi sono limitato a confermare quanto il giornalista aveva già autonomamente appreso, senza fornire ulteriori informazioni, documenti riservati o valutazioni destinate alla pubblicazione.
Non ho contattato giornalisti, non ho sollecitato articoli e non ho promosso alcuna campagna mediatica. Attribuirmi una simile iniziativa e dedurne che un procedimento giudiziario sarebbe stato promosso con finalità mediatiche significa quindi trasformare una supposizione personale in una rappresentazione della mia condotta professionale che considero gravemente lesiva.
Analoga attenzione merita il richiamo pubblico a pregresse querele nei confronti del sottoscritto. È certamente vero che tali iniziative sono state presentate. È però altrettanto vero, e ben noto a chi oggi le richiama pubblicamente, che esse sono già state sottoposte alla valutazione della competente Procura della Repubblica e che il Pubblico Ministero ha ritenuto formulare richiesta di archiviazione.
È quindi improprio evocare pubblicamente la sola esistenza delle querele quale elemento destinato ad accreditare l’immagine di precedenti condotte illecite o professionalmente censurabili, omettendo di riferire che l’organo titolare dell’azione penale ne ha già richiesto l’archiviazione, non essendoci i presupposti.
Una corretta rappresentazione dei fatti impone completezza, soprattutto quando vengono coinvolte la reputazione e la professionalità di una persona. Ribadisco pertanto che non intendo alimentare polemiche personali.
Il Gruppo SERI ha pieno diritto di sostenere che il credito azionato dalla mia assistita non esista, che le proprie società siano pienamente solvibili e che le iniziative intraprese dalla London Financial Guarantees PLC siano infondate.
Allo stesso modo, la mia assistita ha il diritto di sostenere le proprie ragioni nelle competenti sedi giudiziarie.
Saranno i Giudici, e non i comunicati stampa, a stabilire quale delle due posizioni sia fondata. Ciò che non può essere accettato è che la fisiologica contrapposizione tra due soggetti economici venga utilizzata per attribuire personalmente al difensore finalità estranee al mandato professionale, iniziative mediatiche mai intraprese o condotte deontologicamente scorrette.
Continuerò pertanto a svolgere il mio incarico con la stessa correttezza e determinazione con cui ho sempre esercitato la professione, lasciando alle sedi giudiziarie la valutazione delle questioni giuridiche e riservandomi ogni iniziativa necessaria a tutela della mia reputazione personale e professionale.
(nota a cura dell’avvocato Alessandro Dorelli)
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia