Sparanise – La Gramar esercita l’attività di gestione rifiuti all’interno della zona “DP” (zona per attività produttive per Commercio, Artigianato, Turistico), zona dove non è possibile esercitare l’attività svolta da Gramar. E’ questo in sostanza il punto su cui battono alcuni cittadini che chiedono alle autorità competenti di fare piena luce sulla questione.
Un gruppo di cittadini residenti nel popoloso comune dell’Agro Calerno presentano un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua. Lo stesso atto è stato indirizzato anche al Distretto Sanitario dell’Asl di Capua e agli uffici competenti della Provincia di Caserta. La denuncia segue un precedente atto – novembre 2025 – inviato anche al sindaco di Sparanise. L’esposto di numerosi cittadini che lamentavano “un persistente ed incessante odore nauseabondo, rilevabile nell’aria in qualsiasi momento della giornata, che si sprigionava ininterrottamente dalla zona ASI a meno di un Ikm dalla zona residenziale e dalle numerose aziende agricole che sono presenti in quella zona, inondando il territorio circostante e degradando la qualità dell’aria e pregiudicando in maniera significativa la qualità di vita dei cittadini residenti. Si rende opportuno ribadire che, nonostante la decennale presenza sul territorio di aziende ad alto impatto ambientale, mai si è verificata tale problematica di inquinamento ambientale in tale zona del paese di Sparanise. Il propagarsi dell’irrespirabile odore si percepisce maggiormente in prossimità del tratto di strada denominata Via Sandro Pertini angolo viale Medaglia D’oro prolungandosi sino alla SS7 APPIA.
Alla luce di quanto sopra esposto si fa presente che la zona ove si percepiscono i maleodoranti e nauseabondi odori è quella in prossimità del sito ove sorge la ditta “GRAMAR”, ubicata al km 118,10 della SS Appia, autorizzata al trattamento di materiale di recupero non pericoloso, unitamente, tra l’altro, a rifiuti classificati come pericolosi”.
I cittadini chiedono a tutti gli Enti di riferimento di provvedere, per quanto di competenza, ad effettuare controlli e monitoraggio presso l’impianto de quo, al fine di verificare l’osservanza delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo, trasmettendo in caso di eventuali anomalie alle U-O.D. competenti. Detta situazione, che continua a perdurare, rappresenta una forma significativa di inquinamento ambientale significando una pessima condizione di vivibilità da parte della popolazione.
Con il decreto Reg. nr. 49 del 10/03/2025 della Regione Campania concedeva alla ditta una variante non sostanziale per la gestione dei ‘fiuti pericolosi e non, dove oltre ai vari rifiuti tra cui carta, vetro, metalli ferrosi, metani non ferrosi, rifiuti inerti e altri pericolosi quali rifiuti della plastica e pneumatici, vi era la lavorazione di amianto e altri rifiuti pericolosi. Vista la stretta vicinanza e lo spostamento delle polveri sottili via aerea, come approfondito da acclarati, e il propagarsi continuo della nauseabonda puzza di marcio che si sprigiona dal sito, di approfondire con quale criterio valutativo si è concesso il titolo edilizio di costruzione tenendo conto della non conformità del sito rispetto alla pianificazione urbanistica. Tenendo conto che sul territorio di Sparanise vi è già la complessa saturazione di lavorazione di rifiuti, non a caso la GRA-MAR si trova a poche centinaia di metri dal sito ASI di Sparanise ove al suo interno sono collocate ditte di trattamento rifiuti pericolosi e non. Questi impianti di trattamento rifiuti ormai saturano il territorio di Sparanise, che per definizione si definiscono impianti insalubri e come tali dovrebbero stare a distanza dal centro urbano e dalle attività agricole, un sistema abbondantemente minato che impatta negativamente sul sistema uomo-natura.
FOTO DI REPERTORIO
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