Sessa Aurunca (di Danilo Pettenò) – Un importante traguardo per un sacerdote che ha fatto della fede, della semplicità e del servizio alla comunità la missione della propria vita.
Sessa Aurunca si stringe attorno a Padre Norberto D’Amelio per celebrare un anniversario particolarmente significativo: quarant’anni di ordinazione presbiterale, un lungo cammino al servizio di Dio, della Chiesa e delle comunità che negli anni hanno trovato in lui una guida, un padre e un punto di riferimento.
Quello che si celebra non è soltanto un anniversario personale, ma una storia fatta di incontri, celebrazioni, preghiere, momenti di gioia e di dolore condivisi con intere generazioni di fedeli. Quarant’anni durante i quali Padre Norberto ha accompagnato tante famiglie nel percorso della vita cristiana, dalla celebrazione dei sacramenti ai momenti più delicati dell’esistenza, rimanendo accanto alle persone con quella disponibilità e quella semplicità che da sempre lo contraddistinguono.
Alla guida della parrocchia di San Carlo Borromeo, a San Carlo di Sessa Aurunca, e della parrocchia di San Leone IX, a Santa Maria a Valogno, Padre Norberto ha costruito nel tempo un rapporto profondo con le proprie comunità. Un rapporto che va ben oltre il ruolo istituzionale del parroco: per molti è diventato una presenza familiare, una voce alla quale rivolgersi, una persona capace di ascoltare e di offrire una parola di conforto, di incoraggiamento o, quando necessario, anche di richiamo. La sua figura sacerdotale è immediatamente riconoscibile. La barba, la talare, i sandali indossati anche nelle stagioni più fredde raccontano esteriormente uno stile di vita che richiama sobrietà, essenzialità e povertà evangelica. Ma ciò che più caratterizza Padre Norberto non è ciò che indossa: è il modo in cui interpreta il sacerdozio, mettendo il proprio tempo e le proprie energie a disposizione degli altri.
La sua formazione spirituale, profondamente legata alla devozione mariana, all’Immacolata e alla spiritualità di San Massimiliano Maria Kolbe, ha contribuito a delineare un sacerdote fortemente orientato alla preghiera, alla carità e alla missione. Una fede vissuta non soltanto nelle parole, ma nella quotidianità e nella disponibilità verso chiunque abbia bisogno di essere accolto.
In questi quarant’anni sono state numerose le famiglie che hanno affidato a Padre Norberto momenti fondamentali della propria storia. Ha benedetto matrimoni, accolto bambini attraverso il Battesimo, accompagnato ragazzi verso la Prima Comunione e condiviso con le famiglie la sofferenza per la perdita dei propri cari. Ha celebrato la Santa Messa, amministrato il sacramento della Riconciliazione e accompagnato generazioni di fedeli nel loro cammino spirituale. Sono gesti che, ripetuti nel corso degli anni, rischiano talvolta di apparire ordinari. In realtà, dietro ogni celebrazione c’è una persona, una famiglia, una storia. Ed è proprio nella capacità di esserci, nel momento in cui viene chiamato, che si misura anche la grandezza di un sacerdote. Le sue mani, un tempo consacrate dal Vescovo Monsignor Raffaele Nogaro, sono state per quarant’anni mani al servizio della Chiesa: mani che hanno benedetto, consacrato, assolto, accolto e accompagnato. Attraverso di esse è passata una parte importante della vita religiosa di queste comunità.
Il quarantesimo anniversario diventa così anche un’occasione per interrogarsi sul significato del sacerdozio nel nostro tempo. In una società sempre più segnata dalla velocità, dall’individualismo e dalla ricerca del benessere personale, scegliere di dedicare l’intera esistenza al servizio di Dio e degli altri rappresenta una scelta radicale e controcorrente.
Il sacerdote è chiamato a essere presenza, ascolto e testimonianza. È chiamato a camminare con le persone, soprattutto quando la strada diventa difficile. E proprio per questo la figura di Padre Norberto continua a rappresentare, per molti fedeli, una presenza preziosa. Il suo Giubileo di Smeraldo è dunque una festa della comunità, ma anche un momento di riconoscenza. Sono tanti i figli spirituali che oggi guardano a questi quarant’anni con gratitudine, ricordando una parola ricevuta, una preghiera condivisa, un sacramento celebrato o semplicemente la disponibilità di un sacerdote incontrato lungo il proprio cammino.
A Padre Norberto vanno quindi gli auguri più sinceri della comunità di Sessa Aurunca e di tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno avuto la fortuna di incontrarlo.
Che il Signore continui a sostenerlo nel suo ministero, donandogli forza, serenità e quella stessa passione che lo ha accompagnato per quattro decenni. E che l’Immacolata, alla quale ha affidato il proprio cammino spirituale, continui a proteggerlo e a guidarlo. Quarant’anni sono un traguardo importante, ma per un sacerdote sono soprattutto la testimonianza di una vita donata. Buon anniversario, Padre Norberto. Ad multos annos, sacerdote per sempre.
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