Vittorio Civitillo

Piedimonte Matese – Seri industrial, mala tempora currunt: prima il crollo in borsa. Ora la causa con Invitalia

Piedimonte Matese – Sono davvero tempi cupi per il gruppo industriale della famiglia Civitillo. Nei giorni scorsi la società del sindaco piedimontese, Vittorio Civitillo, ha subito un drammatico crollo in borsa che ha generato perdite pesantissime fino alla sospensione dello stesso titolo per eccesso di ribasso. In poche ore le azioni della Seri sono crollate a poco più di 2 euro generando panico e disperazione fra gli azionisti, specialmente quelli piccoli. Oggi, invece arriva la notizia del pesante contenzioni fra Invitalia e la Seri Industrial in merito al bilancio del 2024, bilancio che Invitalia non ritiene “reale”.

La contesa in Tribunale:
Finisce in tribunale il contenzioso tra Invitalia e Seri Industrial sulla Menarini con l’impugnazione del bilancio 2024 della storica azienda di autobus da parte dell’Agenzia e la richiesta di indennizzi per 82 milioni da parte degli attuali proprietari che hanno anche votato una azione di responsabilità verso la gestione precedente. Secondo quanto ricostruito da Radiocor, attraverso le relazioni di bilancio e i verbali assembleari, l’agenzia per l’attrazione degli investimenti ha espresso voto contrario sul bilancio 2024, chiuso con una perdita di 50,6 milioni di euro, e a febbraio ha avviato un’azione legale davanti al Tribunale di Napoli contro le deliberazioni assunte. Invitalia, dopo la vendita, detiene il 2% di Menarini. Dal canto suo, a maggio Seri Industrial (che ha il 98%), chiamando in causa anche l’altro ex azionista venditore Leonardo, ha chiesto il pagamento di un risarcimento di 82 milioni di euro per violazione delle dichiarazioni e delle garanzie rese all’atto della vendita. La contesa verte sul bilancio 2024, il primo della nuova gestione che ha riscontrato “errori rilevanti”.

Il crollo in borsa:
Seduta di Piazza Affari, quella dello scorso 7 agosto 2026, è da dimenticare per il titolo Seri Industrial, società quotata su Euronext Milan e operante nel settore della materie plastiche e degli accumulatori elettrici, che risulta di gran lunga il titolo peggiore dell’intero indice FTSE Italia All-Share (-21%) ed è sospeso per eccesso di ribasso. A far scattare le vendite è stato il comunicato, diffuso il giorno prima a mercato chiuso, sull’approvazione da parte del CdA della fusione per incorporazione nella sua società madre, SE.R.I. S.p.A., che detiene il detiene il 56,378% del capitale.
La fusione sarà sottoposta all’approvazione degli azionisti e ha l’obiettivo di delistare Seri Industrial da Euronext Milan, poiché il management ritiene che i benefici della quotazione non superino più i relativi costi. L’operazione dovrebbe inoltre semplificare la struttura societaria del gruppo, migliorare l’efficienza operativa e la flessibilità gestionale e accelerare il processo decisionale strategico. Il CdA ha convocato un’assemblea straordinaria degli azionisti per il 12 novembre 2026 per votare sulla proposta.
Secondo il rapporto di scambio proposto, gli azionisti di Seri Industrial riceveranno 1,9167 azioni SE.R.I. di nuova emissione per ogni azione ordinaria di Seri Industrial posseduta. Gli azionisti che voteranno contro l’operazione avranno diritto di recesso. Il CdA ha fissato il prezzo di recesso a 2,556 euro per azione, calcolato come media aritmetica del prezzo di chiusura dell’azione nei sei mesi precedenti. Si tratta di uno sconto del 13% rispetto al prezzo di chiusura di ieri.

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