BAIA E LATINA – Quarant’anni di interruzioni, emergenze e disagi. E oggi il Comune di Baia e Latina scrive formalmente alla Regione Campania, a Nepta e alla Prefettura per sollecitare un intervento sulla crisi idrica del territorio. Un’iniziativa importante, che va nella direzione giusta. Ma va collocata nella corretta sequenza dei fatti, perché l’atto del Comune arriva dopo mesi nei quali il tema è stato riportato al centro dell’attenzione pubblica dall’azione dei cittadini. La crisi idrica non è una novità. La vera novità è ciò che è accaduto negli ultimi mesi: una petizione sottoscritta da 298 cittadini, la richiesta di un confronto in Consiglio comunale, l’analisi e la divulgazione degli atti, il coinvolgimento della Regione e la richiesta di un tavolo tecnico sulla situazione di Baia e Latina. È in questo contesto che arriva l’iniziativa del Sindaco: un atto formale rivolto direttamente alla Regione e agli altri soggetti competenti, che, per quanto finora reso pubblico, non trova precedenti nella storia amministrativa conosciuta dalla comunità. Un’iniziativa importante, dunque, ma che pone una domanda inevitabile: perché oggi? La risposta va cercata anche nelle parole dello stesso atto comunale. Il Sindaco riconosce che le interruzioni si verificano soprattutto “nei periodi estivi”, in particolare nei fine settimana, quando aumentano temperature e fabbisogno idrico. Riconosce inoltre il ripetersi delle interruzioni e le conseguenze sui cittadini. Se il fenomeno è ricorrente e prevedibile, allora il problema non è soltanto l’emergenza: è anche la capacità di programmarne per tempo la gestione e di intervenire sulle cause strutturali. Una criticità conosciuta da decenni non può essere affrontata soltanto quando torna a manifestarsi. La mobilitazione dei cittadini ha contribuito a rompere questo meccanismo, trasformando un disagio ripetuto in una questione pubblica, documentata e portata dentro le istituzioni. Le 298 firme, il confronto consiliare e il successivo coinvolgimento della Regione fanno parte di una sequenza precisa: l’iniziativa del Comune arriva dopo questo percorso, non prima. Questo non sminuisce l’atto del Sindaco. Al contrario, lo colloca nella sua giusta dimensione: è un passo importante, perché porta formalmente la questione ai livelli istituzionali competenti, ma non può riscrivere una storia che dura da decenni. Il Laboratorio Civico non pretende di sostituirsi all’Amministrazione. Rivendica il ruolo di una comunità che si informa, legge gli atti, fa domande e chiede risposte. Se oggi la crisi è arrivata al centro del confronto istituzionale, è anche perché i cittadini hanno scelto di non considerare più l’emergenza idrica una normalità alla quale rassegnarsi. Ora il Comune ha davanti a sé un’occasione che non può essere sprecata. Quello che è stato avviato dovrà tradursi in fatti, risposte concrete e risultati verificabili. Perché dopo decenni di emergenze, la vera svolta non sarà aver scritto alla Regione dopo l’ennesima interruzione, ma dimostrare finalmente di saper affrontare e risolvere un problema che la comunità conosce da troppo tempo.
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Nota a cura del Laboratorio Civico, gruppo di cittadini di Baia e Latina
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