MONDRAGONE – Un comitato composto da centinaia di cittadini ha deciso di mettere nero su bianco le proprie preoccupazioni relativamente al continuo sversamento illecito di rifiuti e ai ripetuti roghi che liberando nell’aria sostanze tossiche, avvelenano l’ambiente. Il comitato, attraverso il proprio legale di fiducia, hanno inoltrato un dettagliato documento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Prefetto di Caserta, alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, al Questore di Caserta, al Commissario Straordinario Discariche Abusive, al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta, ai Carabinieri NOE, al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, all’ARPAC.
Chiedono un intervento urgente a fronte di una situazione di insostenibile ed eccezionale gravità ambientale e sanitaria, evidenziando l’assenza di incisivi riscontri e l’insufficienza dei controlli finora attuati a livello locale.
I roghi tossici:
Il fenomeno criminale legato ai roghi tossici e allo smaltimento abusivo di rifiuti speciali e industriali, sparsi ovunque, ha registrato, nel corso dell’ultimo anno, un drastico e intollerabile peggioramento rispetto alla passata stagione. La combustione reiterata di materie plastiche, scarti tessili e materiali pericolosi satura quotidianamente l’aria di sostanze altamente tossiche e cancerogene, minacciando in modo diretto la salute pubblica e determinando un incremento allarmante di patologie dell’apparato respiratorio, oltre al rischio imminente di una contaminazione irreversibile della catena alimentare e del suolo.
Il problema dei roghi agricoli:
Molti operatori agricoli, anziché provvedere allo smaltimento tracciabile dei rifiuti speciali secondo le normative vigenti, appiccano dolosamente il fuoco alle canalette d’irrigazione in plastica e ai contenitori e seminai in polistirolo. La combustione indifferenziata di questi materiali polimerici genera fumi ad elevatissima tossicità. Gli stessi agricoltori, secondo quanto si legge nell’esposto a firma del comitato, impiegano massicciamente pesticidi e fitofarmaci ad alta tossicità nelle immediate adiacenze delle aree abitate. Questa irrorazione smisurata, condotta in aperta violazione delle distanze minime di sicurezza e dei vigenti regolamenti di profilassi, impone a centinaia di famiglie una vera e propria segregazione forzata all’interno dei propri alloggi, obbligando i residenti a tenere porte e finestre permanentemente serrate al fine di non respirare esalazioni chimiche nocive.
Il comitato chiede pertanto l’attivazione immediata di un piano straordinario di controllo e vigilanza continua nelle seguenti aree: nei quadranti situati ai confini con l’Asl e nella zona Fievo, nella località Sant’Angelo, nella località Cementare, in via Padule, nella località Stercolilli, nell’intera area retrostante la caserma dei Vigili del Fuoco fino all’alveo confinante con il canale Savone, lungo tutta la fascia periferica che conduce alla Stazione Ferroviaria, nonché lungo la bretella viaria che da via Castel Volturno si innesta sulla via Domitiana in direzione IDAC FOOD, unitamente alle direttrici stradali e interpoderali che collegano il territorio comunale verso Cancello Arnone, verso Sant’Andrea del Pizzone e verso Falciano del Massico. In questo intero comprensorio periferico, soggetti criminali appiccano a qualsiasi ora del giorno e della notte roghi tossici di ogni genere, cui si unisce la nebulizzazione a gran carica di pesticidi agricoli.
Il problema dei svuotacantine:
L’attività illecita di finti svuotacantine e raccoglitori abusivi di ferro vecchio rappresenta un grave crimine ambientale: dopo aver ritirato gratuitamente o a basso costo materiali di ogni tipo, questi soggetti recuperano solo i metalli rivendibili a nero e abbandonano il resto nelle periferie o nei campi. Per estrarre i cavi di rame o cancellare le tracce delle discariche abusive, appiccano poi roghi tossici che liberano diossina nell’aria, avvelenando il territorio e mettendo a rischio la salute dei cittadini.
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