ROCCAROMANA – IL MISTERO DELLA PALESTRA FANTASMA

ROCCAROMANA –  Uno scheletro di cemento in Largo Ponte, grigio, immobile, che da quattro anni aspetta un tetto. È tutto ciò che resta della costruenda nuova palestra scolastica del paese, un’opera da 1,5 milioni di euro oramai bloccata dall’estate 2022.
La nuova palestra era il fiore all’occhiello di questo sindaco, ma il primo nodo sul quale pare si sia inceppato tutto riguarda la natura stessa dei lavori. I decreti della Regione Campania finanziavano il «miglioramento strutturale ed adeguamento sismico con completamento della annessa palestra preesistente» – un rinforzo, non una ricostruzione. Sul terreno, però, della vecchia struttura non resta traccia. Per quale ragione si sarebbe proceduto a una demolizione integrale, se i fondi statali coprivano solo un intervento di consolidamento? Chi ha autorizzato la scelta, e sulla base di quale variante progettuale?  Signor Sindaco, le risposte non possono essere i soliti bicipiti in mostra, perché la discrepanza, se confermata, avrebbe conseguenze dirette sulla contabilità pubblica. Gli Stati di Avanzamento Lavori (SAL), necessari all’impresa per incassare i pagamenti, devono infatti corrispondere a quanto autorizzato dal Ministero: pilastri nuovi certificati laddove il finanziamento prevedeva solo rinforzo strutturale potrebbero configurare un danno erariale. Lasciando da parte i bicipiti, potrebbe essere questo il motivo per cui i pagamenti si sarebbero fermati? È per questo che l’impresa ha lasciato il cantiere nell’estate 2022? Queste sono le domande che, al momento, restano senza risposta ufficiale.
Da allora, da questo sindaco “uno di noi” dai bicipiti “muscolati” abbiamo avuto solo silenzio. E dall’Amministrazione dalla sua Amministrazione non abbiamo avuto alcuna delibera di variante, non un contenzioso al TAR contro la ditta, non una richiesta di rimodulazione dei fondi alla Regione. L’Albo Pretorio del Comune, consultato per questa inchiesta, non restituisce alcun atto collegato alla palestra: solo le spese ordinarie per lo scuolabus e la disinfestazione dei locali del plesso scolastico.
Ma pagare il conto del disservizio sono i ragazzi delle elementari e delle medie, senza uno spazio coperto per l’educazione fisica da tanti, troppi scolastici. Essi ancora fiduciosi guardano dalle finestre quel cantiere e quei luoghi che avrebbero dovuto ospitare canestri e reti da pallavolo.
Anche sul fronte contabile, il quadro resta opaco. Il decreto legislativo 33/2013 impone ai Comuni di pubblicare online gli atti relativi ai pagamenti effettuati per le opere pubbliche: nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito comunale, però, non risultano SAL né mandati di pagamento riconducibili al cantiere di Largo Ponte. Forse si tratta di una svista amministrativa? o forse quei documenti – se esistono – sono stati semplicemente tenuti fuori dagli obblighi di pubblicazione?
Il Comune di Roccaromana non ha ancora risposto a richieste di chiarimenti su tempi e responsabilità del blocco dei lavori. Resta da capire se quella determinazione mostrata a colpi di emoticon” e “insieme si vince” sia mai arrivata sulla scrivania dell’ufficio tecnico – o se lì, tra le carte, sia rimasta ferma “sorgente ebbra di sole, dal sole divorata…” quanto il cantiere di Largo Ponte.
(nota a cura di Alfredo Pappalardo)

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