Collaboratore di giustizia trovato morto in cella. La lettera di scuse e gli appunti sul pentimento

CASTEL VOLTURNO – Ha lasciato una lettera di scuse e una serie di appunti sul pentimento che da qualche settimana aveva deciso di intraprendere. Costantino Russo – figlio del boss indiscusso della zona – è stato trovato senza vita nella sua cella del carcere di Secondigliano, dove era detenuto in regime di isolamento dopo l’avvio del percorso di collaborazione con la giustizia. Secondo quanto reso noto dalla casa circondariale attraverso un comunicato stampa, il detenuto è stato rinvenuto dal personale della Polizia Penitenziaria «nella cella impiccato alla grata della finestra con dei lacci».
Nella cella è stata trovata una lettera indirizzata alla moglie e ai figli, oltre ad un quaderno con appunti riguardanti il percorso di collaborazione con la giustizia. Tutto è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica. Lo scorso 17 luglio Russo aveva già tentato un gesto analogo utilizzando lo stesso metodo. In quella circostanza sarebbe stato soccorso e messo in sicurezza dal personale della Polizia Penitenziaria. Costantino Russo era infatti finito al centro della maxi inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che aveva portato a numerosi arresti nei confronti di esponenti ritenuti collegati al clan Russo, storicamente vicino alla fazione Schiavone dei Casalesi. L’indagine aveva contestato, a vario titolo, ipotesi di associazione per delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, estorsione e gioco d’azzardo con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

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