Moria di pesci nel lago Matese: Boggia recita il ruolo di vittima, ma interviene solo dopo il nostro articolo.

MATESE – Il presidente del Comitato di Gestione del Parco Nazionale del Matese, Andrea Boggia, ha subito trovato il tempo di replicare all’articolo pubblicato oggi dalla nostra testata. E noi chiaramente la pubblichiamo.  Non prima però di riservarci il privilegio di una premessa. Boggia ha detto tante cose legate da un comune denominatore: la colpa è sempre dei giornali (il nostro cioè visto che ci pare di essere stati gli unici a sollevare la questione della morte di migliaia di pesci a causa dello svuotamento progressivo dell’invaso Riotorto.
Eppure noi avevamo chiesto una cosa semplice, semplicissima: se era a conoscenza, Boggia, della questione e cosa intendeva fare. Punto.
Nell’articolo da noi pubblicato non si dà la colpa al Parco come scrive Boggia ne’ si strumentalizza alcunché. Si solleva semplicemente una problematica e si chiede quali provvedimenti l’ente intenda prendere. Ora, se Boggia afferma che il Parco ha immediatamente interloquito con Enel Green Power per il riempimento dell’invaso su cui la stessa società opera ci conferma che evidentemente il problema, che ci è stato segnalato e che la nostra testata ha ritenuto doveroso sviluppare, c’era eccome. Altro che strumentalizzazioni.
(leggi l’articolo in questione: Disastro ambientale nel Parco Nazionale del Matese: morti migliaia di pesci. L’acqua nel lago è pochissima e l’invaso Riotorto quasi secco (le foto)
Insomma il presidente Boggia preferisce anzitutto apparire “vittima” con la speranza di ottenere più “ascolti” e qualche like in più. Ma la vera domanda che Boggia dovrebbe porsi è: se il presidente di un parco nazionale (quello del Matese) viene a conoscenza di una grave problematica ambientale solo dopo l’articolo di un modesto giornale come paesenews, significa che è troppo chiuso nelle stanze del potere e non ha né conoscenza né controllo del territorio.

La nota di del presidente Boggia
In merito alla situazione del Rio Torto, ritengo doveroso rispondere alla disinformazione e confusione a cui stiamo assistendo. Non può che essere in malafede chi fa allarmismo e dice che “è colpa del Parco Nazionale”. Il Rio Torto, va precisato, non coincide con il Lago Matese – che non è in secca, anzi da anni non era così in salute – ma è un piccolo invaso adiacente su cui opera l’Enel.
Il Parco Nazionale ha perciò prontamente interloquito con i vertici di Enel Green Power, che ringraziamo, e nel momento in cui stiamo scrivendo è già attivo il riempimento del Rio Torto mediante l’utilizzo di due elettropompe, a cui verrà affiancata una terza nella mattinata di domani. Un’azione tempestiva salvavita per la preziosa ittiofauna. Manterremo costante questa interlocuzione con l’azienda, sempre improntata alla massima trasparenza.
Va precisato che il caldo torrido sta mettendo a dura prova tutte le zone umide, ma il nodo è che fino ad oggi, evidentemente, il problema del Rio Torto è stato sottovalutato, riproponendosi ciclicamente da decenni, ben prima dell’istituzione del Parco, con le stesse identiche criticità più volte denunciate. Al di là delle sterili polemiche, con Il Parco Nazionale ci intestiamo il compito di risolvere e superare in modo strutturale ogni criticità.
Per farcela serve il contributo di tutti. Per questo ringrazio di cuore chi si sta adoperando per salvare la fauna ittica, dimostrando vero attaccamento al territorio, preferendo l’azione alle lamentele. Da parte nostra, per quanto ci compete, stiamo coordinando ulteriori eventuali interventi di emergenza.
Le nostre energie sono concentrate sul monitoraggio e sulla tutela dell’ittiofauna. A breve convocheremo le associazioni – vere “sentinelle” del territorio – per regolamentare le attività. Su questo fronte, sia chiaro, applicheremo tolleranza zero contro il bracconaggio e ogni illegalità.
Lasciamo ad altri la strumentalizzazione dei problemi del territorio. Noi dimostreremo che il Parco Nazionale è, e sarà, la soluzione: manderemo in pensione i disfattisti per costruire insieme, con impegno quotidiano, la vera tutela ambientale e il reale sviluppo del nostro Matese.

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