Sparanise / Pignataro Maggiore – Studentessa molestata dal bidello del Foscolo, 50enne rischia misura cautelare e processo

Sparanise / Pignataro Maggiore – In particolare l’indagato è accusato di stalking e violenza sessuale nei confronti di una studentessa, appena 18enne, affetta da una lievissima problematica tanto da rendere necessario l’impiego di un insegnante di sostegno.
I fatti sono avvenuti nel plesso dell’Istituto Foscolo di Sparanise, il protagonista negativo – secondo l’accusa – è un uomo di circa 50 anni, di Pignataro Maggiore che lavora al Foscolo come collaboratore scolastico. Si è già svolto, presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, l’incidente probatorio richiesto dal Pubblico Ministero, a carico dell’indagato. Durante la sua testimonianza la studentessa ha confermato le violenze subite. Un passo importante nell’intera vicenda che ora schiude le porte ad una probabile misura cautelare a carico dell’indagato e il successivo rinvio a giudizio.
Le accuse sono contro Guido Orlando, di circa 50 anni di Pignataro Maggiore collaboratore scolastico presso la sede di Sparanise dell’istituto ‘Ugo Foscolo’ diretto dal preside Paolo Mesolella.  Le condotte contestate a carico del bidello si sarebbero iniziate lo scorso aprile 2026, fino all’ultimo giorno di scuola. In un’occasione, secondo l’accusa, secondo quanto accertato Procura sammaritana, a partire dall’aprile 2026 il 47enne approfittando della presenza al piano dove c’era la classe della ragazza e della postazione adibita alla distribuzione della carta igienica per creare occasioni di contatto con la giovane, le avrebbe palpato il seno e la vagina con gesti repentini a cui la ragazza cercava di sottrarsi. In altre occasioni il bidello l’avrebbe seguita nei servizi igienici e le avrebbe rivolto gesti allusivi e volgari mediante movimenti della lingua evocativi di un rapporto orale. In una occasione mentre la studentessa si sarebbe trovata sola all’interno del bagno avrebbe tentato di aprire la porta ed entrare desistendo solo perché la ragazza sarebbe riuscita a bloccare fisicamente l’accesso. Le avrebbe poi rivolto ripetutamente frasi a contenuto sessuale esplicito in occasione dei palpeggiamenti. Inoltre l’indagato avrebbe chiesto il numero di telefono della studentessa agli amici della stessa.

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