ALIFE – Accogliamo positivamente ogni riduzione della TARI che comporti un beneficio concreto per famiglie e attività produttive. Proprio per questo riteniamo necessario spiegare ai cittadini, in maniera semplice e senza contrapposizioni propagandistiche, come sia stata ottenuta la riduzione delle tariffe TARI 2026 annunciata dall’Amministrazione comunale. Il Sindaco ha parlato di una riduzione “record” di circa il 13%, attribuendola, tra l’altro, all’aumento della raccolta differenziata e alla conseguente riduzione dei costi di smaltimento. La diminuzione delle tariffe applicate alle singole utenze è reale e rappresenta certamente una buona notizia.
Ma non significa che nel 2026 il servizio rifiuti costi meno al Comune.
I documenti ufficiali raccontano infatti un dato molto diverso. Nel 2025 il costo da finanziare attraverso la TARI era pari a 972.368 euro. Nel 2026 il Piano Economico Finanziario quantifica invece il costo complessivo del servizio in 1.041.895 euro. Significa che, rispetto allo scorso anno, il costo aumenta di: 69.527 euro, pari a circa il 7,15%. Dunque è necessario distinguere due concetti molto semplici: una cosa è quanto costa complessivamente il servizio; un’altra è quanto viene chiesto ai cittadini attraverso le tariffe.
Ed è proprio questa distinzione che permette di comprendere cosa è accaduto.
IL RUOLO DECISIVO DEL RECUPERO DELL’EVASIONE
Dal costo complessivo 2026 di 1.041.895 euro, il Comune porta in detrazione 111.895 euro derivanti dal recupero dell’evasione tributaria. La somma che deve essere coperta attraverso le tariffe ordinarie scende così a: 930.000 euro.
Il meccanismo è semplice: il servizio costa di più, ma una parte del conto viene coperta attraverso il recupero dell’evasione e non viene quindi caricata sulle tariffe ordinarie.
Ed è un risultato che condividiamo. Da anni sosteniamo infatti che recuperare l’evasione TARI non significa perseguitare qualcuno, ma realizzare un principio elementare di equità:
se pagano tutti coloro che devono pagare, chi ha sempre pagato regolarmente può pagare meno.
Non possiamo però dimenticare che proprio dall’opposizione, già prima dell’attuale attività di accertamento, avevamo ripetutamente chiesto di verificare la platea TARI e le anomalie tra popolazione residente e soggetti presenti nei ruoli. Nell’aprile 2025 questo problema fu espressamente portato anche in Consiglio comunale.
Oggi gli atti riferiscono di 555 accertamenti, per complessivi 151.139,40 euro, dei quali 66.029,27 euro risultavano effettivamente incassati al 3 luglio 2026. Se questa attività consente finalmente di alleggerire il peso sugli utenti regolari, non possiamo che esserne soddisfatti.
IL 13% E IL 4,36%: DUE NUMERI CHE NON VANNO CONFUSI
Anche su questo occorre essere chiari. Nel 2025 il gettito da coprire era di 972.368 euro. Nel 2026 viene portato a 930.000 euro. La diminuzione complessiva è quindi di: 42.368 euro, pari al 4,36%. La riduzione di circa il 12,3-13% annunciata dall’Amministrazione riguarda invece le tariffe unitarie applicate alle singole utenze, sulle quali incide anche l’ampliamento della base contributiva. Non sono la stessa cosa.
Per questo riteniamo improprio lasciare intendere ai cittadini che il servizio rifiuti sia diventato complessivamente meno costoso del 13%.
Il costo complessivo, al contrario, aumenta.
UNADOMANDA RESTA APERTA
C’è infine un dato sul quale chiediamo all’Amministrazione di fare chiarezza. Il PEF prevede: 2026: 1.041.895; euro 2027: 942.007 euro. La differenza è di quasi 100.000 euro in un solo anno.
Chiediamo quindi di conoscere quali specifiche componenti di costo determinino questo considerevole incremento proprio nel 2026 e perché tali costi risultino destinati a ridursi così significativamente già nell’esercizio successivo. Non è una polemica: è una domanda sui numeri.
BOLLETTE PIÙ BASSE? BENE. MA RACCONTIAMO TUTTA LA STORIA. Non abbiamo alcun interesse a negare un risultato positivo per i cittadini.
Se le famiglie e le imprese di Alife pagheranno meno TARI, ne siamo soddisfatti. Ma è altrettanto doveroso spiegare che ciò avviene nonostante il costo complessivo del servizio aumenti di 69.527 euro, grazie soprattutto al recupero dell’evasione e all’ampliamento della base sulla quale viene distribuito il costo. Per questo la nostra posizione è molto semplice:
bene la riduzione delle tariffe; bene il recupero dell’evasione; bene l’allargamento della platea contributiva. Ma sui conti pubblici servono precisione e trasparenza.
Meno slogan e più numeri.
Perché una buona notizia non ha bisogno di essere ingigantita per essere tale.
I Consiglieri comunali di opposizione Salvatore Cirioli – Elisa Ciccarelli
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