ALIFE – Consiglio comunale, Cirioli e Ciccarelli: oggi non ci saremo per protesta, contro arroganza e superficialità

ALIFE – L’ultimo consiglio comunale, quello di un mese fa, mise in mostra arroganza politica e superficialità da parte della maggioranza nella gestione del dibattito politico; mise in mostra soprattutto lo scarso rispetto  verso i consiglieri di minoranza ai quali fu tolta la parola solo perché mettevano in evidenza negatività nell’azione del governo locale. Oggi, quella stessa minoranza, annuncia che non si presentyerà in consiglio con questa nota:
“Non è una fuga. Non è disinteresse. Non è paura. È una scelta di dignità istituzionale.  Nell’ultimo Consiglio comunale, quello del 19 giugno, il dott. Salvatore Cirioli ed Elisa Ciccarelli  hanno  assistito a qualcosa che non può essere considerato normale confronto politico.
Io sono stato pubblicamente attaccato sulla mia posizione personale, sui presunti debiti verso il Comune, sul mio diritto di voto e perfino sulla mia attività di consigliere, dichiarata “monitorata”.
Elisa, mentre illustrava l’interrogazione sulla scuola Paolo Farina, è stata interrotta, derisa e aggredita verbalmente. Dal pubblico è intervenuto anche l’Ing. Rapuano con espressioni e contestazioni nei suoi confronti, senza che venisse ristabilito in modo fermo l’ordine dell’aula. Elisa ha dovuto abbandonare il Consiglio e consegnare personalmente alla Segretaria la propria dichiarazione scritta.
E quella dichiarazione, oggi, non risulta nemmeno allegata ai verbali, tanto da costringerla a presentare una richiesta formale di integrazione. Questo non è il modo in cui deve funzionare un Consiglio comunale.
Un consigliere deve poter parlare. Deve poter fare domande. Deve poter controllare gli atti. Deve poter criticare.  Deve poter denunciare ciò che ritiene sbagliato.
Senza essere deriso. Senza essere delegittimato. Senza essere intimidito.
E c’è un fatto che oggi rende tutto ancora più clamoroso. Nel Consiglio del 19 giugno avevamo sollevato dubbi molto seri sui conti del Comune. Avevamo parlato di disavanzo.  Avevamo parlato del Fondo Anticipazioni di Liquidità. Avevamo chiesto chiarimenti sulla sostenibilità finanziaria.
Siamo stati trattati come se stessimo facendo polemica inutile.
Oggi, invece, il Consiglio comunale è chiamato ad approvare un piano decennale di ripiano di 2.553.884,71 euro, con circa 255.000 euro all’anno fino al 2035.
Esattamente su uno dei punti che avevamo sollevato noi.
E oggi perfino il Revisore raccomanda che quelle quote siano coperte con risorse correnti strutturali e non occasionali.
Quindi una cosa va detta con chiarezza: le nostre domande non erano pretestuose. Erano domande giuste. Erano domande necessarie. E gli atti che oggi la stessa Amministrazione porta in Consiglio lo dimostrano.
Per questo oggi non saremo in aula.
Perché non intendiamo fare finta che sia tutto normale.
Perché non accettiamo che chi controlla venga deriso.
Perché non accettiamo che chi pone domande venga trattato come un problema.
Perché il rispetto delle istituzioni viene prima di qualsiasi seduta.
Ma una cosa deve essere chiara a tutti: la nostra assenza non significa silenzio. Continueremo a studiare.  Continueremo a chiedere documenti. Continueremo a denunciare ciò che non ci convince. Continueremo a difendere gli interessi degli alifani. Anzi, dopo quanto accaduto, lo faremo con ancora più determinazione. Perché la democrazia non è stare zitti. La democrazia è poter parlare senza paura.
Noi non ci fermiamo. Noi non ci facciamo intimidire. Noi continuiamo. Per Alife. Per gli Alifani. Sempre”.

Guarda anche

Frode da 17milioni sul commercio del pesce: 14 indagati

Al centro dell’indagine ci sarebbe un’organizzazione attiva nelle province di Napoli, Caserta, Avellino, Rimini e …