Sessa Aurunca / Cellole – La tragedia si è consumata diversi giorni fa quando un uomo scrisse un messaggio alla cugina, poi salì in cima alla costruzione e si lanciò nel vuoto.
I carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca hanno avviato una indagine sulla struttura in cemento armato che da decenni – mai ultimata – giace nella periferia del paese, nei pressi della statale Domiziana. Gli investigatori vogliono capire se quanto edificato finora è stato fatto con i necessari permessi e autorizzazioni, oppure se del tutto abusivo. L’indagine servirà anche a capire se in quella struttura (in sostanza ancora cantiere) sono state rispettate tutte le norme di sicurezza, norme, ad esempio, che se presenti avrebbero probabilmente reso più difficile l’attuazione del proprio tragico piano. Quindi le indagini serviranno anche per individuare e imputare eventuali responsabilità.
E’ finita lì, ai piedi di quella struttura, a 54 anni, la vita di Attilio, ai piedi di una struttura in cemento armato, lungo la statale Domiziana, nel territorio del comune di Sessa Aurunca, non lontano dal luogo dove lavorava, nel comune di Cellole. La scoperta è stata fatta, diversi giorni fa, dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sessa Aurunca, guidati dal capitano Russo. Il corpo dell’uomo era ai piedi un palazzo in cemento armato, mai finito. Probabilmente Attilio Caputo, 54 anni, sarà salito in cima alla struttura per poi lanciarsi nel vuoto.
La struttura dalla quale Caputo si sarebbe lanciato
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