Pietramelara – L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Cassino e coinvolge numerose persone, sgominata un’organizzazione criminale radicata da oltre dieci anni nel cassinate e nei paesi limitrofi. Gli investigatori hanno stimato che l’organizzazione avrebbe movimentato complessivamente oltre 5,5 milioni di euro, dei quali circa 5,2 milioni derivanti dal traffico di cocaina e oltre 238 mila euro riconducibili alle attività estorsive. Il gruppo criminale gestiva, secondo l’accusa, un traffico di cocaina, prestiti usurari, estorsioni, il tutto attuando intimidazioni riconducibili alla criminalità mafiosa. L’operazione ha portato all’esecuzione di 20 misure cautelari personali, di cui 17 in carcere e 3 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, oltre al sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 5.378.920 euro, ritenuti profitto delle attività illecite.
Fra le persone finite nella rete dei militari dell’Arma di Cassino c’è anche una 80enne dell’Alto Casertano, esattamente di Pietramelara, in provincia di Caserta. Si tratta di Giacomina Spada, da alcuni anni residente a Piedimonte San Germano (in provincia di Frosinone). Per lei il Giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari.
L’ordinanza è stata emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo e nella fase delle indagini preliminari, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dall’ingente quantitativo di droga e dalla disponibilità di armi, oltre a detenzione e spaccio di cocaina, usura, estorsione, detenzione illegale di armi e altri reati, alcuni dei quali aggravati dal metodo mafioso. L’inchiesta, avviata nel 2019 dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cassino, avrebbe consentito di ricostruire l’attività di un sodalizio criminale a forte carattere familiare, operativo da oltre un decennio nel territorio del cassinate. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe costruito nel tempo una rete stabile di clienti e fornitori, riuscendo a mantenere la propria operatività anche dopo arresti e interventi delle forze dell’ordine.
Le intercettazioni avrebbero inoltre documentato la disponibilità di numerose armi da fuoco. Nel corso di una perquisizione, i carabinieri hanno rinvenuto, nascosti sottoterra, circa un chilogrammo di cocaina, una pistola con relativo munizionamento, documentazione contabile riconducibile all’attività usuraria e una consistente somma di denaro contante.
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