Mondragone – I giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso presentato dai difensori dell’indagato: Giovanni Zannini resterà ancora – probabilmente per molti mesi – in esilio in Abruzzo. del divieto di dimora in Campania, e nelle regioni limitrofe, per il politico di Mondragone. I reati contestati sono corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il dispositivo è stato emesso ieri, mercoledì 15 luglio, all’esito della camera di consiglio dopo che in mattinata i legali di Zannini, gli avvocati Angelo Raucci e Vincenzo Maiello, avevano formulato le proprie istanze.
La decisione della Cassazione conferma, in buona sostanza, la validità dell’impianto accusatorio messo in piedi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Il Riesame, nelle sue motivazioni, aveva ribadito la sussistenza sia dei gravi indizi sia del rischio concreto di reiterazione dei reati. I giudici avevano evidenziaro la “spregiudicata familiarità corruttiva”, evidenziando come Zannini avrebbe utilizzato le proprie funzioni pubbliche per ottenere risultati per le sue strategie corruttive. Nelle scorse settimane per Zannini è arrivata la chiusura delle indagini preliminari, con la Procura sammaritana che si prepara a chiedere il giudizio.
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