Teano / Roma – L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è un volto noto nel capoluogo sidicino dove avrebbe avuto alcuni interessi economici attraverso la partecipazione ad una società che opera nel campo della produzione agricola. In una precedente indagine giudiziaria Lavitola venne accusato di tentata estorsione all’imprenditore ed ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Ricatto che sdarebbe avvenuto anche nella città Teanese.
Lavitola, ora, è indagato nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell’ottobre scorso a Roma. In base a quanto si apprende, Lavitola è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su mandato dei pm della Dda. Nel corso della perquisizione gli inquirenti hanno acquisito il cellulare e il pc. Sul movente è ancora in corso l’indagine. Nell’attentato era stata fatta esplodere l’auto del conduttore di Report, parcheggiata sotto il palazzo di Campo Ascolano, frazione di Pomezia, dove Ranucci vive con la famiglia. Secondo gli elementi raccolti, l’imprenditore – già in passato coinvolto in varie vicende giudiziarie – sarebbe il mandante dell’attentato. Pochi giorni fa erano state arrestate quattro persone. Per il procuratore Francesco Lo Voi e i pm Carlo Villani (ora procuratore a Velletri) ed Edoardo De Santis la banda è l’autrice materiale dell’azione dinamitarda. A Lavitola e ai quattro sono contestati, in concorso, detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso. Al faccendiere, imprenditore ed ex giornalista-editore sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verranno analizzati. Secondo gli inquirenti è Valter Lavitola il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia, all’esterno della villetta dove il conduttore di Report vive assieme alla famiglia.
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia