foto di repertorio

Spalla devastata dopo l’intervento: a processo due ortopedici della clinica Villa del Sole

SANTA MARIA CAPUA VETERE  – Il pm Giacomo Urbano ha firmato il decreto di citazione diretta a giudizio per i medici Giacomo Marotta e Carmine Angrisani, accusati di lesioni colpose in ambito sanitario ai danni di una paziente: udienza fissata davanti al giudice monocratico di Santa Maria Capua Vetere. E sulla stessa clinica casertana pesa già l’ombra di un altro processo, quello per i drammi di Angela Iannotta e Francesco Di Vilio.
Un intervento alla spalla che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto restituirle la piena funzionalità dell’arto e che invece le avrebbe lasciato un danno permanente. È la vicenda di C.R., una donna di Santa Maria Capua Vetere assistita dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, al centro dell’inchiesta della Procura sammaritana che approda ora in aula: il sostituto procuratore Giacomo Urbano, chiuse le indagini preliminari, ha firmato il decreto di citazione diretta a giudizio, ex artt. 550 e 552 del codice di procedura penale, nei confronti di due ortopedici in servizio presso la clinica Villa del Sole di Caserta. Per entrambi il conto con la giustizia è già sul calendario: l’udienza predibattimentale è fissata per il 3 marzo 2027 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
L’accusa: un intervento «sbagliato» fin dall’impostazione.
Sul banco degli imputati siederanno Giacomo Marotta, 57 anni, napoletano, difeso dall’avvocato Antonio Mirra del Foro di Santa Maria Capua Vetere, e Carmine Angrisani, 65 anni, originario di Nocera Superiore e residente a Caserta, assistito dall’avvocato Domenico Malfini, anch’egli del Foro sammaritano. L’ipotesi di reato è quella prevista dall’art. 590 sexies del codice penale: lesioni personali colpose commesse nell’esercizio della professione sanitaria.
Secondo la ricostruzione della Procura — che dovrà naturalmente essere vagliata in dibattimento — i fatti risalgono al 25 luglio 2022. I due ortopedici, che ebbero in cura la paziente presso la clinica Villa del Sole, la sottoposero a un intervento chirurgico di riduzione e osteosintesi con fili di Kirschner alla spalla sinistra. Una scelta operatoria che, per l’accusa, sarebbe stata viziata alla radice: i medici avrebbero considerato la sola lesione ossea, trascurando del tutto la componente capsulo-legamentosa della spalla. Un errore di inquadramento che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato la conseguenza della mancata effettuazione di esami strumentali — TAC e radiografie — definiti nel capo d’imputazione «essenziali per un corretto inquadramento chirurgico».
Il risultato, per la pubblica accusa, è drammatico: alla donna sarebbe stato causato un danno biologico permanente, con l’impossibilità di un totale recupero della spalla sinistra. Imprudenza, negligenza e imperizia: questa la triade della colpa contestata dal pm Urbano che, ritenuto di non dover chiedere l’archiviazione, ha scelto la strada della citazione diretta, portando i due professionisti dritti davanti al giudice senza passare per l’udienza preliminare.
L’ombra lunga sulla clinica: il processo Iannotta–Di Vilio
A rendere la vicenda ancora più delicata è il nome della struttura sanitaria. La clinica Villa del Sole di Caserta, infatti, non è nuova alle aule di giustizia: davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è in pieno svolgimento il dibattimento a carico del chirurgo bariatrico Stefano Cristiano, imputato — anch’egli presunto innocente fino a sentenza definitiva — di omicidio colposo per la morte di Francesco Di Vilio, 69 anni, di Santa Maria Capua Vetere, deceduto il 1° gennaio 2022 per necrosi degli organi interni dopo tre interventi eseguiti nella clinica casertana, nonché di lesioni colpose gravissime e falso per il calvario di Angela Iannotta, la giovane mamma finita in fin di vita dopo un bypass gastrico e salvata solo da una serie di interventi ricostruttivi al Secondo Policlinico di Napoli. In quel procedimento — condotto in fase di indagini dal pm Valentina Santoro e ora in dibattimento davanti al giudice Sergio Enea, con le parti civili assistite dagli stessi avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo che oggi tutelano C.R. — la Villa del Sole è stata citata come responsabile civile, chiamata cioè a rispondere sul piano risarcitorio in caso di condanna dell’imputato, e si è costituita in giudizio con l’avvocato Ferdinando Trasacco. Dalle consulenze disposte dalla Procura in quella vicenda sarebbe emersa, tra l’altro, l’inadeguatezza della struttura rispetto alla complessità degli interventi eseguiti, per l’assenza di reparti ritenuti necessari dalle linee guida di settore: circostanze, anche queste, tutte da verificare nel contraddittorio dibattimentale. Due fascicoli distinti, due vicende diverse, un unico denominatore: la stessa clinica e l’ipotesi, tutta da provare, di gravi colpe mediche consumate al suo interno.
L’appuntamento in aula
Il decreto di citazione dovrà essere notificato agli imputati, ai difensori e alla persona offesa almeno sessanta giorni prima dell’udienza. Nel frattempo Marotta e Angrisani potranno valutare le vie dei riti alternativi — giudizio abbreviato, patteggiamento, messa alla prova — oppure affrontare il dibattimento. Vale, per entrambi, la presunzione di innocenza: solo il processo dirà se quel giorno di luglio del 2022, in sala operatoria, qualcosa andò davvero storto.

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