Ruviano / Dragoni – Un appalto – di circa 5 milioni di euro – per la sistemazione idrogeologica del Vallone Cesaranni in località Pantani avrebbe generato una prima tangente di 20mila euro; una somma inviata dalla ditta che sarebbe poi aggiudicata l’appalto al sindaco di Dragoni, Antonella D’Aloia. E’ bene precisare che la fascia tricolore dragonese è al momento persona offesa nell’inchiesta.
Sarebbe stato l’ex sindaco di Ruviano, Roberto Cusano, attuale vice sindaco del piccolo paese al confine con la provincia di Benevento, a fare da “postino” e consegnando la somma nascosta in una confezione di vino. Una consegna che avviene molti mesi prima dell’aggiudicazione della gara. Il sindaco D’Aloia e consorte ritirano il paco (probabilmente) ritenendo che fosse veramente vino. Poi aprono la scatola e trovano il denaro contante, realizzando senza ombra di dubbio che si tratta di una mazzetta.
Allora avrebbero deciso prima di restituire la confezione ricevuta poco prima al “corriere”, cioè Cusano, e subito dopo di denunciare tutto alla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese che fa partire immediatamente le indagini; inchiesta che resta nell’ombra fino all’aggiudicazione della gara d’appalto (aggiudicazione avvenuta poche settimane fa) quando, subito dopo, sono scattate le perquisizioni presso il municipio di Ruviano e nell’abitazione del vice sindaco con sequestro di computer e apparecchiature elettroniche ed informatiche.
Chiaramente la perquisizione e il sequestro rappresentano solo una prima fase dell’inchiesta con la quale la Procura della Repubblica tenterà di fare piena luce sulla vicenda che, a prima vista, in base ai pochi elementi a nostra disposizione, presenta una serie di punti pochi chiari e quindi genera una serie di domande:
come mai una ditta pur essendo sicura di vincere una gara d’appalto decide di fare un “regalo” al sindaco il quale nulla avrebbe potuto fare per modificare il risultato?
Perché un persona esperta e navigata come Cusano accetta di fare da “postino” per consegnare una presunta tangente alla fascia tricolore di Dragoni senza essere certo che il “regalo” sarebbe stato accettato e gradito?
Come mai la gara d’appalto è andata avanti ugualmente nel “solco prestabilito” pur sapendo del rifiuto e quindi della contrarietà della fascia tricolore dragonese?
Una volta chiarita la posizione contraria di D’Aloia non sarebbe stato più giusto interrompere il “meccanismo” per evitare guai che poi sono puntualmente arrivati?
Solo una mera e “atroce” combinazione ha voluto che il municipio di Dragoni e quello di Ruviano scegliessero di aderire alla stazione unica appaltante unione dei comuni terre dell’Ufita di Grottaminarda (in provincia di Avellino)?
Perché il municipio di Dragoni che si era riservato di nominare la commissione per svolgere la gara d’appalto, improvvisamente, dopo il presunto atto corruttivo cambia rotta e decide che la stessa commissione venga nominata dalla stazione unica appaltate di Grottaminarda?
Quali sono i reali “meccanismi” che hanno innescato la vicenda?
Tutto domande le cui risposte saranno fornite, almeno si spera, dall’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
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