CAIANELLO (di Nicolina Moretta) – L’esame di maturità è per gli studenti davvero il trampolino di lancio nel mondo degli adulti. Ma quest’anno, non solo i maturandi, ma l’intera Scuola “Leonardo da Vinci” in Vairano Scalo, nel comune di Vairano Patenora, e il mondo dei giovani locali hanno subito il trauma della perdita del coetaneo, Giuseppe De Fusco, a causa di un incidente, proprio nei giorni in cui si svolgevano gli esami orali della maturità, che anche Giuseppe avrebbe dovuto sostenere. E ieri, 4 Luglio 2026, giorno del funerale dell’amato Giuseppe proprio il mondo dei giovani e della scuola è stato così emotivamente e affettivamente partecipe. Durante il rito funebre nella chiesa di Santa Licia in Caianello, stracolma di persone di ogni età, il giovane sacerdote, don Domenico Papa, si è rivolto ai genitori di Giuseppe dicendo che non vi sono parole umane che possano dare loro conforto. Anche la dirigente scolastica, Antonietta Sapone, del liceo “Leonardo da Vinci” si è rivolta ai genitori non solo come docente ma anche come madre e ha prospettato un segno tangibile di Giuseppe in quella che è stata la sua scuola. Uno dei compagni di classe di Giuseppe ha letto una lettera a lui dedicata. Poi è stata donata ai genitori una scatola con le foto stampate, ricordi di Giuseppe con la classe dei compagni, e le lettere di compagni di classe che non sono riusciti a leggerle per l’emozione. Altri amici hanno raccontato della loro passione comune per le moto e di come si divertivano assieme. La professoressa d’italiano, Giuditta De Robbio, ha letto un’appassionata lettera che è stata anche un certosino ritratto di Giuseppe (riportata qui di seguito). Alla fine della cerimonia funebre i compagni di studio e amici hanno portato a spalla la bara fino al luogo dove era avvenuto il tragico incidente, prima che il carro funebre prendesse la via verso il Campo Santo di Riardo.

La lettera:
“Caro Giuseppe, oggi è sabato e avresti dovuto andare a divertirti per festeggiare il tuo diploma di maturità; il primo weekend senza libri, senza preoccupazioni. Martedì mattina, come nei giorni precedenti, sei venuto a scuola per assistere all’esame orale dei tuoi compagni. Lo hai fatto con descrizione e competenza, quasi senza farti notare. Questo era il tuo modo di stare in classe; mai una parola fuori posto, mai una, se pur minima, trasgressione delle regole scolastiche. Stavi lì nelle ultime file dell’aula tra i tuoi amici più stretti, sempre pronto a rispondere quando ti si rivolgeva una domanda. Non hai mai esposto un tuo problema o ti sei giustificato per qualche motivo. Forse pensavi di disturbare … E come avresti potuto Giuseppe, tu, così educato e dolce?! Sei sempre stato un ragazzo perbene; per noi docenti sei e resterai il ragazzo dal sorriso gentile.
Tornando da scuola, martedì hai incontrato la morte, quella su cui si è tanto riflettuto attraverso lo studio delle diverse discipline, ma che mai avremmo pensato che potesse toccarci così da vicino. Non sappiamo quanto fossi preoccupato per l’esame, perché non ti sfogavi, ma sicuramente eri carico, preparato, pronto a presentarti al meglio alla commissione. Avremmo voluto vedere il tuo orale, la tua emozione, ascoltare la presentazione di te stesso, avrebbero voluto vederlo i tuoi compagni. Avremmo voluto rassicurarti, come abbiamo fatto durante gli scritti. Hai affrontato la complicata prova di matematica con grande impegno e serietà; come prima prova, invece, hai scelto la traccia di Frank Furedi sull’adultescenza, evidenziando come sia importante segnare dei confini tra una fase e l’altra della vita. Riprendendo l’ultima strofa de “Il sabato del villaggio”, hai condiviso l’idea del poeta Leopardi di godere intensamente ogni momento della gioventù e non avere fretta di crescere.
Rimarrai sempre lo studente del Liceo “Leonardo Da Vinci” che ci ha insegnato la lezione più dura che ci sia; resterai sempre Guiseppe De Fusco della V D del Liceo Scientifico / Scienze Applicate e dal Cielo ci sorriderai come solo tu sai fare. Eri pronto per la facoltà di Informatica, appassionato di tecnologia, progresso, motori e ora? – Perché!? Ci chiedono i tuoi compagni. Nessuno sa rispondere. Siamo tutti impreparati oggi, Giuseppe!
Il tuo corpo si allontana, ma la tua anima resta qui per sempre, insieme a noi. Il tempo si è fermato e a meno di un giorno dalla conclusione del tuo percorso liceale, se rimasto nella scuola e nella vita di tutti noi in un modo diverso, inspiegabile. Da settembre noi docenti entreremo in classe pensando a te che ci guardi dall’Alto e faremo del nostro meglio anche per te. Racconteremo agli studenti di quanto possa essere fatale la strada, di come possa spezzarsi in un attimo una giovane vita, di come possano frantumarsi i sogni di un giovane e di chi gli vuole bene.
Ai tuoi meravigliosi genitori, sempre disponibili e presenti a scuola, che dire? Aiutaci a trovare le parole, li hai già guidati a generare nuova vita. Fai in modo che il loro tempo terreno sia pieno di te in qualche maniera che solo tu puoi conoscere. Aiuta i tuoi compagni a vivere questo momento tanto difficile e doloroso. Illumina noi docenti affinché, attraverso l’insegnamento, possiamo contribuire a far sì che ci siano sempre meno vittime della strada.
Ti vogliamo bene Giuseppe! Da oggi avremo un Angelo che veglia sulla nostra scuola e sulla sua famiglia. Vola alto Giuseppe e insegnaci a comprendere un po’ di più questa vita tanto complicata e crudele.
I tuoi docenti: Giuditta De Robbio, Loredana Caracciolo, Maria Rosaria Di Domenico, Rosa Di Nocera, Virgilio Iasimone, Pasquale Masiello, Marco Scialdone, Francesca Senese, Ida Ricca.”
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