Roccaromana: Il campo sportivo, le promesse e il silenzio. Quando la politica si nasconde dietro un cumulo di terra

Roccaromana – Ci sono luoghi che diventano lo specchio di come viene amministrata una comunità. Nel nostro paese, quei luoghi sono: le strade, l’ospedale, le rivalutazioni, l’asilo, La palestra e oggi, alla ribalta, il Campo Sportivo. Inagibile da anni, è stato per due, forse tre tornate elettorali il protagonista quasi assoluto di ogni campagna: finanziamenti e lavori per centinaia di migliaia di euro e poi slogan, promesse solenni, inaugurazioni, lavori, lavori e foto di rito davanti ai cancelli chiusi. Poi, puntualmente, il silenzio. È lo stesso silenzio che accompagna, in generale, l’azione di questa Amministrazione.
Un Sindaco che promette con facilità e disinvoltura, ma che quando si tratta di rispondere nel merito – a una critica, a una richiesta di chiarimento, a una semplice domanda su tempi e modi di un’opera pubblica – semplicemente non risponde. Non un “ci stiamo lavorando”, non un aggiornamento, non un contraddittorio. Il nulla. Come se il confronto con i cittadini fosse un optional, e non il primo dovere di chi amministra.
Un movimento di terra, che alimenta tanti interrogativi: In questi giorni, passando vicino al Campo Sportivo, ho notato qualcosa che non vedevo da tempo: dei movimenti di terra. Si stanno spostando vecchi materiali di risulta, depositati lì da anni all’esterno della struttura. Nessun cartello, nessun comunicato, nessuna informazione ufficiale su cosa si stia facendo e perché proprio ora.
Sia chiaro: quello che ho visto sono lavori, non ancora un progetto. Non so cosa ci sia dietro, e sarebbe scorretto affermare il contrario. Ma è lecito, credo, farsi qualche domanda – soprattutto in un paese dove ogni intervento, grande o piccolo, su quell’area è stato per anni materia di propaganda elettorale più che di fatti concreti.
A pensar male si fa peccato, si dice. Ma qualche volta ci si azzecca. E il sospetto, legittimo per chi ha visto ripetersi lo stesso copione, è che questi lavori – sporadici, silenziosi, mai comunicati – possano essere il preludio a un nuovo annuncio: l’ennesima promessa di recupero o di “funzionalizzazione” del campo, magari da spendere alla prossima occasione utile, elettorale o meno. E, sia chiaro, non è la ruspa in sé il problema. Se davvero si sta lavorando per restituire il campo sportivo alla comunità, ben venga, ma lo si dica chiaramente: cosa si sta facendo, con quali fondi, con quale progetto, in quali tempi.  È il minimo che un’Amministrazione deve ai cittadini che pagano con le proprie tasse ogni intervento pubblico.
Il problema è il metodo con cui questa Amministrazione, ancora una volta, sceglie il silenzio invece della trasparenza. Un metodo che si ripete: si agisce senza informare, si promette senza mantenere, si tace davanti alle critiche invece di rispondere nel merito. E così, anche un banale movimento di terra rischia di trasformarsi nell’ennesimo simbolo di una gestione che comunica solo quando le conviene, e sparisce quando dovrebbe rendere conto.
Il Campo Sportivo aspetta da anni. Ma da anni aspettano anche le strade, l’ospedale, la palestra della scuola, etc.  I cittadini aspettano risposte. Non la preparazione di altri slogan da prossima campagna elettorale.
(nota a cura di Alfredo Pappalardo)

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