Pietravairano – Crisi in giunta, Rossi scrive alla comunità: ecco le ragioni della mia scelta. Continuerò a servire il paese

Pietravairano – “… il profondo rispetto che, immutato nel tempo, nutro nei confronti della nostra Comunità mi impone il dovere di illustrare, mediante questa lettera aperta, le ragioni della mia decisione, ponderata non senza travaglio interiore, di votare contro la deliberazione della giunta comunale n. 25 dello scorso 30 giugno 2026, che in sintesi prevede, in un più ampio quadro di iniziative promozionali e di sviluppo del turismo della Regione Campania, la realizzazione di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico finalizzati alla promozione del nostro territorio.   La proposta progettuale in argomento, co-finanziata dalla regione Campania e condivisa attraverso la stipula di un protocollo d’intesa con i viciniori paesi di Ailano, Baia e Latina, Capriati al Volturno, Ciorlano, Fontegreca, Pietramelara, Prata Sannita, Pratella e Raviscanina, prevede una quota di compartecipazione che per Pietravairano viene stabilita in euro 2.400; altresì, quale comune capofila, Pietravairano dovrà assumere il rischio eventuale di accollo che dovesse derivare dalle mancate entrate delle risorse finanziarie extraregionali.
Orbene, assolta la doverosa premessa, è fuor di dubbio che in un’ipotesi di situazione finanziaria solida, o quantomeno non gravata da un’esposizione debitoria che ha preluso allo stato di dissesto finanziario, l’iniziativa intrapresa sarebbe risultata commendevole e degna di plauso incondizionato; tuttavia, allo stato attuale, con dati oggettivi e incontrovertibili, corroborati dal parere contabile del Responsabile dell’Area Economico – Finanziaria che, pur concludendo in senso favorevole, ha più volte rilevato i profili di criticità finanziaria, non ho ritenuto opportuno conformarmi alle decisioni del sindaco, Del Sesto, e del vice sindaco Del Sesto.
Potrei letteralmente ripetere quanto dissi allorquando, due anni fa, mi candidai e poi mi insediai in questa consiliatura, non ho dimenticato una sola parola, e quella solenne promessa d’amore al paese che mi ha dato i natali e che ho eletto a posto dell’anima ho voluto mantenerla, da persona libera, non eterodiretta, ma scevra da ogni condizionamento, manifestando l’odierno dissenso, nei modi e nei tempi che mi sono consentiti dalla Costituzione e dalle leggi, dando ascolto alla sola legge naturale della mia coscienza. Ho ritenuto che fosse giusto per Pietravairano, per la sua anima genuina, per i nostri anziani, custodi della saggezza e dei valori di questo “piccolo mondo antico” a vocazione rurale, per i bambini, “portatori sani” di felicità e, speriamo, di futuro. E per chi verrà dopo di noi, che non conosceremo mai.
Desidero ringraziare le persone oneste e perbene con cui ho avuto il piacere di condividere questa mia esperienza, dai colleghi amministratori ai dipendenti comunali, dalle associazioni alla gente comune che nei miei riguardi ha sempre avuto parole di sostegno e di incoraggiamento. Sono altresì grata a coloro che mi hanno fatto pervenire suggerimenti, proposte e critiche, anche per le vie oblique, che sotto ogni profilo mi hanno comunque arricchita nella ferma convinzione che il pensiero democratico sia la più alta forma di libertà, come ci ha insegnato il più grande tra gli Illuministi del ‘700.
Da oggi continuerò sotto altra veste, finché mi sarà possibile, a servire i miei concittadini con indefesso spirito di servizio, senso del dovere e della responsabilità, nella certezza e nella promessa che ogni mio atto, ogni mia azione sarà ispirata, coerentemente con i miei più intimi principi e valori, all’interesse e al bene di Pietravairano.
In questa sede desidero infine ringraziare il sindaco Avvocato Del Sesto per la fiducia sin qui accordatami. Sono convinta che ogni confronto di idee debba sempre prevalere sul malanimo e sulle divisioni personali. Un solo appunto, marginale e incidentale: sia pure non doveroso o non stabilito dalle norme, sussistono regole di cortesia, di eleganza, credo anche di cerimoniale, che suggeriscono di riferirsi o appellare i pubblici ufficiali con il titolo accademico loro spettante, come del resto ha sempre fatto con tutti, ma non con la sottoscritta – frutto indubbiamente di lapsus calami in buona fede – che, nonostante il suo modesto titolo di dottore, è stata puntualmente indicata nell’atto di revoca dell’assessorato come Signora Alessandra ROSSI, appellativo di cui è peraltro fiera, dato l’alto riguardo che alle donne veniva riservato nell’accezione originaria. Ma, ben oltre queste piccole frivolezze su cui è bene sorvolare, Montaigne ci ammonisce che “Anche sul trono più alto del mondo non si è seduti che sul proprio culo”. A tutta la cittadinanza, con stima, gratitudine e affetto.
(nota a cura della dottoressa Alessandra Rossi)

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