ALIFE – Scuole, sicurezza e arroganza: De Felice e i suoi zittiscono e offendono Ciccarelli. Anche Rapuano in “campo”

ALIFE – Il sindaco Fernando De Felice e i suoi fidi scudieri (consiglieri e assessori) oltre ad amministrare il municipio vorrebbero anche riscrivere le regole della democrazia e della discussione durante i consigli comunali; assemblee che dovrebbero rappresentare il punto più alto di confronto e di espressione durante le quali ogni consigliere dovrebbe esprimere il proprio pensiero liberamente. Non ad Alife. Lì non si può,
E lo dimostra l’ultimo consiglio comunale durante il quale la consigliera di minoranza Elisa Ciccarelli è stata zittita e offesa. Non solo dagli amministratori ma anche dal “super” tecnico Rapuano – fido braccio “armato” della macchina amministrativa (vedi vicenda zattera sul Volturno) – che da semplice persona seduta nella parte riservata al pubblico ha urlato contro la consigliera: sei ignorante!
Il sindaco Fernando De Felice, invece, ha zittito Elisa Ciccarelli perché “… stava affermando il falso e quindi quello che diceva non poteva essere ascoltato…”. Insomma, De Felice potrebbe essere il primo esempio di “sindaco-giudice”. Oppure è solo un esempio lampante che la verità fa male quindi meglio non ascoltarla?
La colpa di Ciccarelli, probabilmente, è stata quella di mettere in evidenza errori da parte del gruppo di maggioranza in merito alla sistemazione del plesso scolastico Farina.
Ma non finisce qui. La “straordinaria” azione di zittire e mortificare Ciccarelli è andato oltre. Infatti il sindaco dopo averle tolto la parola, dopo averle impedito di spiegare una relazione con la quale dati alla mano dimostrava la propria tesi, ha concesso un intervento ad Caterina Ginocchio, assessore con delega all’edilizia scolastica, in modo tale da confutare le affermazioni di Ciccarelli. Giustamente la consigliera, a quel punto, è uscita dall’aula in segno di protesta rifiutandosi di ascoltare l’intervento dell’assessora.
È evidente che il Sindaco, nella sua funzione di Presidente del Consiglio, non ha saputo gestire il dibattito: avrebbe dovuto far parlare prima la Ginocchio e poi Ciccarelli che sono è mai andata fuori dall’ordine del giorno e nessuno aveva il diritto di toglierle la parola senza motivo, permettendo inoltre a Rapuano di insultarla senza garantire il rispetto dell’ordine e del decoro all’interno del Consiglio.

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