Vairano Patenora – Bande organizzate di immigrati albanesi sono i nuovi padroni dello spaccio di droga nell’Alto Casertano. Lo confermano gli ultimi arresti eseguiti proprio nel vairanese dove in meno di un mese sono stati arrestati 3 giovani immigrati provenienti dall’Albania. Cambiano anche le modalità per la cessione dello stupefacente, non più nelle piazze, davanti ai bar, o nei giardinetti, bensì in luoghi appartati, in aperta campagna. La tecnica di spaccio ormai appare consolidata: un “boss” (così come lo chiamano i pusher da lui gestiti) consegna le dosi già pronte agli spacciatori, li conduce in zone isolate lasciandoli lì per il tempo necessario per vendere lo stupefacente e incassare il corrispettivo. Qui gli spacciatori contattano i clienti indicando loro la posizione da raggiungere (posizione che cambia di giorno in giorno). A fine giornata il boss passa a prelevare gli spacciatori per riportarli a casa. La tecnica offre diversi vantaggi: lontananza da occhi indiscreti, facilità di fuga nella vegetazione in caso di arrivo delle forze dell’ordine, difficoltà per gli investigatori di risalire al “boss”. L’ultimo arresto, quello di pochi giorni fa, ha visto finire in manette un giovane immigrato albanese, residente a Caianello, Kollcku Arddit.
Il vairanese, quindi, sembra diventare sempre più crocevia dello spaccio di stupefacenti. Contestualmente cresce l’allarme per il consumo di droga sia a Vairano che bei paesi vicini. Un consumo che sembra coinvolgere sempre più giovani e giovanissimi. La dipendenza da sostanze, come la droga, è un subdolo nemico per la nostra salute: capace di provocare sensazioni in un primo momento positive, spinge a ripeterne l’assunzione danneggiando sempre di più la salute psicofisica. L’uso e la dipendenza da droga è un fenomeno diffuso, sebbene non legale. Le ultime relazioni evidenziano dei dati ancora preoccupanti per la situazione della dipendenza e dell’uso della droga in Italia. In particolare si stima che oltre 14milioni e 300mila persone residenti in Italia, con età compresa dai 18 agli 84 anni, abbia fatto uso di almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita. Insomma, una vera piaga che dovrebbe preoccupare non solo le forze dell’ordine che ogni giorno lottano per reprime il fenomeno dello spaccio e del consumo di droga, bensì dovrebbe smuovere le idee e le coscienze degli amministratori comunali affinché vengano messe in campo, attraverso mirate politiche sociali, azioni capaci di educare alle prevenzioni e alla cura – efficiente ed efficace – degli assuntori. Si pensa, sbagliando, che la droga sia un problema solo di chi ne fa uso, invece, purtroppo, il consumo di stupefacenti diventa un grave problema sociale con intere famiglie distrutte economicamente e moralmente.
La cannabis è la sostanza stupefacente più diffusa a livello globale, con circa 228 milioni di consumatori, seguita da oppioidi, anfetamine e cocaina. In Italia, oltre 14 milioni di persone tra i 18 e gli 84 anni ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita, mentre tra i giovani (15-19 anni) quasi il 37% ha utilizzato sostanze nel corso dell’anno. Dati Nazionali (Italia)Popolazione generale: Oltre 14,3 milioni di adulti hanno provato una sostanza psicoattiva illegale. Studenti (15-19 anni): Circa 910.000 giovani fanno uso di sostanze, con la cannabis (21%) in cima alla lista, seguita da Nuove Sostanze Psicoattive (5,8%) e stimolanti.
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