PIEDIMONTE MATESE – Ospedale, l’Asl cancella il robot per chirurgia. Sarà una lunga agonia. Sindaci e associazioni in silenzio

Piedimonte Matese – La programmazione finanziaria per l’investimento dei fondi PNRR  prevedeva l’acquisto di un robot per il reparto di Chirurgia, Urologia e Ginecologia; prevedeva inoltre una risonanza magnetica emodinamica.
Il Robot per Chirurgia non arriverà più. Lo ha deciso il nuovo direttore generale dell’Asl di Caserta che ha ritenuto opportuno comprare, sì, un robot ma utile per ortopedia. Una scelta che peserà fortemente e negativamente su Chirurgia, Urologia e Ginecologia.
Significherà la lenta morte per questi reparti che nel giro di pochi anni potrebbero scomparire del tutto con gravi ripercussioni sull’utenza di un vasto territorio, quello dell’Alto Casertano e del Matese già fortemente disagiati in termini di servizi sanitari. In primis l’assenza del robot chirurgico – un costoso macchinario –  indispensabile oggi per eseguire una serie di interventi significa portare alla “morte” il reparto di chirurgia entro pochi anni anche perché i giovani medici non saranno più incentivati a venire nel Matese ma sceglieranno sedi dove il robot sarà presente. Chiaramente l’assenza di un robot chirurgico peserà anche sulla scelta dei pazienti che non farebbero più riferimento all’ospedale di Piedimonte Matese, soprattutto i pazienti con patologie oncologiche.  Una scelta quella dell’Asl che stride con il concetto di Piedimonte come zona disagiate nella quale, quindi dovrebbe essere favorita per numero di medici e maggiori tecnologie.
Un robot non dovrebbe escludere l’altro
Ben venga il robot in ortopedia che avrebbe la funzione di sviluppare soltanto la specialità protesica, soprattutto del ginocchio e sarebbe come dire, la ciliegina sulla torta, per il raggiungimento di uno standard complessivo elevato. Chiaramente se dovesse arrivare anche il robot in chirurgia (unitamente a quello di ortopedia) sarebbe il volano per l’ospedale di Piedimonte Matese e lo porterebbe a livelli molto alti raggiungendo di fatto il ruolo di DEA di primo livello.
Il silenzio di sindaci e associazioni
Servirebbe un’azione sinergica dei sindaci del territorio con le associazioni per convincere l’Asl a comprare  anche il robot chirurgico. Se da un lato non si capisce la scelta del direttore generale dell’Asl, dall’altro canto non si comprende il silenzio e la sottomissione dei sindaci dell’Alto Casertano e del Matese che con verbale unico avevano chiesto ufficialmente l’acquisto del robot in chirurgia generale con fondi PNRR Alto Casertano destinati alla sanità.

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