Roccaromana – Andare in Comune per sbrigare una pratica dovrebbe essere un diritto del cittadino. Nel nostro Municipio, invece, è diventato uno sport estremo. Un percorso ad ostacoli fatto di scale, scale e ancora scale. Un sistema, forse, pensato dal nostro caro Sindaco per mantenere in ottima forma fisica la cittadinanza. Peccato, però, che in questo modo si escluda chiunque non abbia le gambe di un atleta olimpico.
Sia chiaro: i dipendenti comunali non c’entrano nulla. Anzi, a loro va un plauso sincero. Fanno i salti mortali per lavorare in condizioni logistiche stravaganti. Tra essi spicca la figura esemplare del vigile urbano, che è veramente vigile e attento, ed è urbano nel vero significato comportamentale, sempre gentile e disponibile a comprendere e a venire incontro ai bisogni della gente. Il problema, quindi, non è chi ci lavora, ma la struttura stessa e chi la dirige dal suo comodo trono.
Se decidete di fare un salto nei nostri uffici pubblici, l’impatto con il piano terra vi lascerà a bocca aperta. Regna la pace più assoluta. Una o due stanze deserte, polvere e silenzio. Nessun ufficio operativo e nessuno a cui chiedere informazioni. Gli uffici si trovano tutti ai piani superiori. Ma la vera perla della pianificazione comunale è l’ufficio tecnico: è situato in un sottotetto, raggiungibile solo attraverso un’altra scala interna che definire disagevole è un generoso eufemismo. Una volta arrivati in cima, stremati, vi aspetta un divertente gioco a premi. Sulle porte non c’è il minimo straccio di indicazione e indovinare la stanza giusta diventa un esercizio di pura intuizione. Forse il Sindaco pensa che la pubblica amministrazione debba essere un gioco di enigmistica.
Questo scenario, però, smette subito di far ridere se pensiamo a chi una scala non può proprio salirla. Di fatto, i diritti dei cittadini più deboli vengono completamente ignorati. Parliamo degli anziani che camminano a fatica, delle donne in stato interessante e dei disabili. Per tutti loro, gli uffici del Comune sono territori d’oltremare. Irraggiungibili. Vietati.
A dire il vero, noi cittadini di Roccaromana siamo persone molto pazienti. Abbiamo sopportato e stiamo ancora tollerando di tutto. Tolleriamo che la palestra della scuola sia stata demolita con la promessa di una sua rapida ricostruzione, e che invece da anni sia rimasta lì, ridotta a un triste ammasso di macerie. Tolleriamo che le vie del paese mettano a dura prova gli ammortizzatori delle nostre auto, ormai trasformate in vere e proprie strade sterrate piene di buche. Tolleriamo che il territorio sia devastato dall’incuria, e che alcune costosissime opere di rivalutazione urbana, pagate con i soldi di tutti noi, siano abbandonate a se stesse e oggi appaiano coperte solo da sterpaglie e rovi.
Siamo stati fin troppo tolleranti, ma a tutto c’è un limite. Se possiamo, a malincuore, aspettare che questa amministrazione si decida a riparare le strade o a raccogliere le macerie, non possiamo assolutamente accettare che ai cittadini più deboli sia impedito persino di accedere al palazzo del Comune. Questa non è solo cattiva gestione, è mancanza di rispetto.
Ed è qui che casca l’asino, insieme alla retorica della politica locale. Sentiamo e leggiamo continuamente il nostro Sindaco ripetere slogan calorosi. Sui social e nei comizi è tutto un “lavoriamo per i nostri concittadini”, “io sono uno di voi” o “lavoro per voi”. Parole bellissime, ricche di fuffa, che evaporano davanti alla realtà. Caro Sindaco, come puoi scrivere di essere “uno di noi” se una parte di “noi” non può nemmeno entrare nel palazzo che amministri? Come puoi dire che “lavori per noi” se chi ha una disabilità motoria, chi è anziano o chi aspetta un bambino viene declassato a cittadino di serie B, nell’impossibilità di raggiungere persino l’ingegnere comunale? Le frasi fatte e i post su Facebook contano zero quando si ignorano i bisogni reali della popolazione. Forse dall’alto del suo ufficio il Sindaco soffre di vertigini e non riesce a guardare i disastri che ha lasciato in basso.
La tolleranza è finita. Non si tratta della protesta isolata di un singolo, ma di pretendere il rispetto della legge e della dignità umana. Per questo motivo, chiediamo con forza un intervento immediato e non più rimandabile: il Comune deve istituire subito al piano terra un Ufficio Unico Polifunzionale a disposizione esclusiva dei cittadini più deboli.
Non servono miracoli, basta la volontà politica. Questo sportello unico deve essere facilmente accessibile, senza barriere e chiaramente segnalato. Lì, un anziano, un disabile o una donna incinta devono poter svolgere qualsiasi pratica – dall’anagrafe ai servizi sociali, fino all’ufficio tecnico – senza dover scalare una montagna di gradini. I funzionari dei vari settori devono scendere dai piani a turno per servire il pubblico. Perché i servizi della pubblica amministrazione devono stare con i piedi per terra, a disposizione di tutti e non essere l’ennesimo monumento all’immobilità di questo Comune.
(nota a cura di Alfredo Pappalardo)
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia