ROCCAROMANA – Ospedale di Comunità cancellato: noi mostriamo i documenti, i politici solo le chiacchiere. Qualcuno riesce a spiegarlo a Pelosi & C.

Roccaromana – E’ nozione acquista fin nei primi anni di studio che le amministrazioni “parlano per atti” essendo “sprovviste di voce”. Un amministratore che parla senza un supporto documentale sta mistificando la realtà e facendo disinformazione.
Ieri, la nostra testata così come altri giornali provinciali e regionali, ha evidenziato la cancellazione di alcuni progetti in materia sanitaria; cancellazione che riguarda tutte le province della Campania, quindi anche Caserta dove in quattro comuni vengono cancellate 5 strutture.
Abbiamo scritto – leggendo gli atti ufficiali, i documenti che, del resto, sono scritti anche in un italiano molto semplice, quindi comprensibile a tutti, o quasi. Infatti, c’è chi proprio non vuol capire, non vuole accettare la realtà.
E’ capitato così che abbiamo riportato la cancellazione dell’OdC (Ospedale di Comunità) e della CdC (casa di Comunità) di Roccaromana. Due strutture che dovevano nascere nel vecchio ospedale cittadino e che, invece, sono state abbandonate perché il progetto non è realizzabile nei tempi previsti dal PNRR.
Tutto scritto nella delibera dell’ASL di Caserta, la numero 472 dello scorso aprile (di cui alleghiamo copia in calce a questo modesto articolo) che recepisce una precedente delibera della Regione Campania.
Nella stessa delibera è indicato che l’ASL ha partorito un nuovo progetto, da realizzare sempre all’interno del vecchio ospedale di Roccaromana, che dovrebbe intercettare fondi FESR. L’Asl intende realizzare una struttura per la riabilitazione.

Quindi a Roccaromana – così come riporta l’atto ufficiale dell’Asl che recepisce quello regionale – non saranno più realizzati l’Ospedale di Comunità né la Casa di Comunità, ma una semplice struttura (palestra) per la riabilitazione. Questa è la realtà dei fatti documentati.
Dall’altro lato c’è poi la politica, quella fatta nel peggior modo possibile, cioè attraverso spot e propaganda che a nulla serve se non per ricevere, nell’immediato, qualche piccolo consenso e qualche like sul proprio profilo. E chiaramente gli applausi dei soliti cortigiani attenti più a curare il proprio orticello che a guardare in faccia al realtà.
Il politico più attivo sulla vicenda è apparso il neo consigliere regionale Raffaele Aveta che scrive: “… l’Ospedale di Comunità, con 20 posti letto confermati, sarà un avamposto per la presa in carico dei pazienti post-acuti, rafforzando le cure intermedie e alleggerendo la pressione sugli ospedali”.
Chiaramente ad Aveta fa eco il sindaco di Roccaromana Nicola Pelosi che attraverso il proprio profilo social afferma:…Stiamo scrivendo la storia di ROCCAROMANA a beneficio dell’intero territorio!!! Stiamo lavorando da marzo 2020 sulla riapertura del nostro Ospedale, con caparbietà, sinergia con le istituzioni e attaccamento alla causa, con passione e come un buon padre ama la sua famiglia”.
A questo punto il dubbio sorge spontaneo: ma Aveta e Pelosi quali documenti hanno letto? Avranno letto con attenzione la delibera 472? Se lo hanno fatto, perché continuano ad affermare cose diametralmente opposte al documento? Lo fanno per convenienza politica? Lo fanno perché credono che una promessa verbale possa valere più di un documento ufficiale? Lo fanno per tenere tranquillo il popolo?
C’è tuttavia un altro commento che vale la pena di “analizzare” perché scritto da un consigliere comunale di Roccaromana che nella vita è docente presso un Liceo della zona. Parliamo del messaggio postato da Alessandro Ragozzino che scrive: “… L’impatto dei giornali a portata di clic e della IA rappresenta oggi una minaccia concreta alla stabilità del nostro sistema informativo. Assisto, con profonda inquietudine, al consolidarsi di un paradigma sociale distorto. Viviamo in un ecosistema in cui, di fronte allo scontro quotidiano tra le dichiarazioni delle autorità istituzionali e le narrazioni divulgate sui social network, l’opinione pubblica tende irrazionalmente a privilegiare le seconde. Questa dinamica svilisce le istituzioni, consegnando la società in balia di una disinformazione dilagante”.
Caro professore, premesso che lei dovrebbe preoccuparsi maggiormente della marea di analfabeti funzionali che la scuola italiana, purtroppo, sforna ogni anno (lo dice una indagine dell’OCSE), ci preme farle notare che viviamo in un “ecosistema” nel quale la verità è quella nei documenti non nelle parole dette tanto per dare aria alla corde vocali. E’ chiaro che se un politico o una istituzione parla senza tener conto dei documenti ufficiali, ciò che dice non è credibile alla maggioranza delle persone (almeno quelle sveglie).
E’ bene ricordarle che è nozione acquista fin nei primi anni di studio che le amministrazioni “parlano per atti” essendo “sprovviste di voce”. Ora se l’atto in questione (delibera 472) dice che non c’è più l’ospedale di comunità, per affermare il contrario – come stanno facendo Pelosi ed Aveta – ci vorrebbe un altro atto di cui non vi è alcuna traccia nelle pubblicazioni ufficiali. Se esiste perché non viente tirato fuori e pubblicato?
Altrimenti la vera disinformazione la stanno facendo il sindaco Pelosi ed Aveta che affermano cose non provate da atti ufficiali. Altro che giornali a portata di clic!

 

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