Piedimonte Matese (di Fra. Man.) – Dalle “pulizie” di Elly Schlein al ritorno dei fuoriusciti: il caso Piedimonte Matese e la delega ai trasporti che rimette tutto in discussione.
C’era una volta la “linea dura”, il rinnovamento, la scopa di saggina con cui la segretaria nazionale Elly Schlein e il commissario campano promettevano di ripulire il Partito Democratico casertano dalle logiche dei “ras delle tessere”. Un repulisti che aveva portato all’epurazione eccellente di Gennaro Oliviero. Fin qui, la cronaca di una battaglia politica aperta. Oliviero, non propenso a farsi da parte, lancia il movimento “A Testa Alta”, si attrezza per le regionali e raccoglie consensi, stringendo alleanze cruciali.
Ed è qui che la trama si infittisce, spostandosi nel Matese.
Attraverso la figura di Agostino Navarra, il neonato movimento “A Testa Alta” drena un bacino importante di voti nell’alto casertano. A Piedimonte Matese la situazione si fa geometricamente perfetta nella sua anomalia: la maggioranza consiliare, guidata da un sindaco imprenditore del settore trasporti (legato al mondo Menarini Bus), sposa la causa di Navarra e di “A Testa Alta” con tanto di comunicato ufficiale. Dall’altra parte della barricata, all’opposizione, resta il PD ufficiale rappresentato da Leuci.
Una dinamica classica: PD contro ex-PD (ora “A Testa Alta”). Linee di demarcazione chiare. Ma la politica casertana ha tempi digestivi rapidissimi e una memoria cortissima.
Il grande abbraccio: la fusione dei simboli
Passano pochissimi mesi e quel “muro contro muro” si scioglie come neve al sole. Con un colpo di spugna che rende sbiadite le promesse di rinnovamento, Navarra rientra ufficialmente nel Partito Democratico. Non solo: per sancire il ritrovato amore, gli viene affidata la delega ai trasporti per l’Alto Casertano.
Il risultato? Un cortocircuito politico che a Piedimonte Matese rasenta il ridicolo: In Maggioranza: C’è Navarra, fresco di rientro nel PD, che sostiene un sindaco imprenditore in tantissimi settori.
In Opposizione: C’è Leuci, anche lui del PD, che combatte la stessa identica amministrazione.
I due simboli – il tricolore del PD della gestione Schlein e il logo di “A Testa Alta” – si sono di fatto fusi in un’unica, indistinguibile amalgama politica.
Un partito, due anime (che non si parlano)
Se l’obiettivo del Nazareno era “de-correntizzare” il territorio, l’effetto ottenuto sembra l’esatto opposto. Oggi il PD si trova nella bizzarra posizione di essere contemporaneamente governo e opposizione di se stesso, lasciando i cittadini del Matese a chiedersi quale sia la vera linea del partito.
Mentre Navarra incassa la delega ai trasporti proprio nel territorio del sindaco-imprenditore, Leuci continua la sua battaglia dai banchi della minoranza. Resta da capire con quale coraggio il PD casertano si presenterà ai prossimi appuntamenti elettorali, avendo dimostrato che basta cambiare nome a un movimento per tornare, a testa altissima, esattamente sulle poltrone da cui si era stati cacciati.
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia